Toscana
“Volti in attesa di un sorriso” In corteo vestiti di bianco
il racconto
Si sono raccolti nello slargo tra il Comune e la chiesa, tutti vestiti di bianco. Chi usciva semplicemente di casa, chi era in vacanza con la famiglia, chi aveva sentito parlare del progetto e per una sera voleva unirsi alla comunità. Il flash mob organizzato per chiudere la prima fase del lavoro di Stefano Tonelli “Volti in attesa di un sorriso”, ha richiamato nel borgo oltre cento persone. Dapprima era un ritrovarsi tra conoscenti e amici, un mormorìo per scambiarsi un saluto. Poi ha parlato la sindaca Simona Fedeli, per ringraziare tutti e sottolineare che «l'arte non di ferma, va avanti e ci sostiene nei momenti di difficoltà – ha detto - cosi alla fine della passeggiata ci uniremo in un cerchio come segno di speranza, un simbolo di comunità dove tutti sono equidistanti dal centro». Rivolto al paese anche l'intervento di Tonelli, che ha spiegato come è nata l'idea di dipingere gli sportelli durante il lockdown, quando il virus mieteva vittime e tanti erano ricoverati nelle terapie intensive lontani dai loro cari. «Passeggiando la notte mi hanno colpito questi sportelli come immagine degli ultimi, quelli che non guarda nessuno – ha ricordato - l'idea ha scelto me, mi è come saltata addosso, per chiedermi di fare qualcosa. Su questo impulso ho sottoposto il progetto al Comune e Montescudaio è diventata un simbolo di speranza, che qualcosa di buono accada. Avevo sperato di fare il sorriso a settembre o ottobre, ma nessuno sa quando finirà l'emergenza. Allora dobbiamo cercare di cambiare noi, riflettere in silenzio e camminare insieme». Così Tonelli e la sindaca hanno guidato i presenti attraverso le vie del borgo, imboccando ombrosi vicoli in salita e stradine lastricate nascoste tra le case. Nel silenzio hanno costeggiato il castello dall'esterno, tra le mura e il bosco, e passando per un tratto di via principale hanno catturato gli sguardi incuriositi dei presenti. I volti sugli sportelli facevano eco al passaggio delle persone, facce coperte dalle mascherine dove a parlare erano solo gli occhi. Infine i partecipanti sono saliti verso la terrazza affacciata sul paesaggio e si sono seduti in cerchio, chi sulla piazza chi sulle sedie, componendo un'immagine simbolica della comunità. Tonelli ha poi dipinto l'ultimo grande volto con pochi tratti: un viso rivolto al mare “per guardare oltre”, ricordando a tutti il bisogno di unità e di speranza. —
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