Sicurezza
È boom di accessi al pronto soccorso di Cecina: una task-force di medici e infermieri
Il primario Pennati: «Dopo il calo di luglio ad agosto seguiamo 140 pazienti al giorno, quasi come le estati passate»
CECINA. Aumento drastico di accessi al pronto soccorso. Tanto che per il mese di agosto è stato necessario rivedere il numero di medici presenti e riorganizzarne la turnazione. Il dottor Paolo Pennati, primario del reparto, spiega che con agosto c’è stata una inversione di tendenza rispetto ai mesi passati, quando l’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha di fatto portato a un decremento considerevole degli accessi alla struttura di emergenza-urgenza. Un calo che certo è andato progressivamente a diminuire. «Anche nel luglio scorso - spiega il medico - abbiamo avuto circa il 20% in meno di pazienti rispetto allo stesso periodo dell’anno passato». Tendenza che è finita con agosto, il mese delle ferie per eccellenza. «In questi giorni - prosegue Pennati - siamo arrivati ai livelli consueti con circa 140 pazienti al giorno, quando l’anno scorso ne seguivamo 150».
Ciò che però è completamente diverso rispetto all’estate 2019 sono i percorsi di accesso alle cure del pronto soccorso. «Da quando c’è l’emergenza coronavirus- dice il primario - abbiamo previsto un pre-triage separato, dove i pazienti vengono valutati e smistati fra percorso verde, destinato a chi non ha sintomi collegabili al Covid, e percorso arancione per pazienti ipoteticamente infetti». Una attività che comporta a una diversa organizzazione degli spazi del pronto soccorso e del personale medico e infermieristico. «Abbiamo meno spazio - dice ancora Pennati - da destinare ai pazienti non Covid, che oltretutto vanno comunque tenuti alle distanze previste dalla legge». Per affrontare la riorganizzazione di attività e spazi, al pronto soccorso cittadino è stata prevista una specifica turnazione.
«Ci sono quattro medici la mattina - spiega il primario - quattro il pomeriggio (uno dei quali resta fino alle 22) e due la notte. Un medico per ogni turno è impegnato a seguire i pazienti in Osservazione breve ma può comunque intervenire in caso di necessità. Rispetto all’anno scorso c’è stato un rinforzo del personale, dato che abbiamo un medico in più in turno la mattina. Per quanto riguarda gli infermieri sono sei la mattina, sei il pomeriggio e cinque durante la notte». Quel che secondo Pennati crea maggiori problemi all’interno della struttura è la carenza di spazi interni. «È vero che i parenti - termina - stanno collaborando e accettano di stare all’esterno nel rispetto delle normative. Ma è anche vero che i locali del pronto soccorso sono quelli, e dovendo comunque tenere distanziati fra loro anche i malati che non hanno problemi di coronavirus, è chiaro che vanno gestite ogni volta situazioni particolari. Non è semplice e richiede l’impegno e la pazienza di tutti».
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