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Servizi per l’infanzia proteste per gli aumenti

Servizi per l’infanzia proteste per gli aumenti

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I consiglieri comunali di Democrazia Aperta hanno avuto un incontro con alcune famiglie interessate ai servizi educativi della prima infanzia (0-6 anni), «nel corso del quale le famiglie hanno espresso critiche alla delibera dell'amministrazione per le nuove tariffe dei vari servizi, notevolmente aumentate rispetto all'anno precedente». Lo fa sapere Democrazia Aperta, che sottolinea come «le famiglie hanno evidenziato, in primo luogo, che la delibera della giunta, assunta il 3 marzo 2020 - prima dunque della chiusura a causa del Covid - è stata portata a loro conoscenza solo nel luglio al momento del rinnovo dell'iscrizione, e che essa è stata assunta senza alcuna consultazione delle famiglie stesse. Gli "adeguamenti" della tariffe sono inaccettabili. Per la frequenza del nido si passa da una retta di 170 euro mensili (era questa cifra per tutti, non in base a Isee) a 250 euro mensili per Isee fino a 20mila euro; che sale a 350 euro per Isee superiori a 20mila euro, mensa esclusa». Democrazia aperta sottolinea che per la mensa «si passa da una tariffa ridotta del 50% per il secondo figlio a una tariffa intera anche per il secondo figlio, e per il trasporto scolastico da 60 euro suddivisi in tre rate, a 90euro. Le famiglie rifiutano tali aumenti», Così Democrazia Aperta «ha preso impegno di avanzare la proposta di una sospensione degli effetti della delibera». —

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