Il Tirreno

Mercato in via Gori, divisi i negozianti «È meglio su un lato. Anzi no, su due...»

Michele Falorni
Mercato in via Gori, divisi i negozianti «È meglio su un lato. Anzi no, su due...»

I commercianti a posto fisso oscillano tra solidarietà ai colleghi ambulanti e problemi di spazi e visibilità sulla strada stretta

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CECINA

In attesa che gli ambulanti incontrino l’amministrazione dopo ferragosto, sulla presenza dei banchi in via Pietro Gori al mercato del martedì, divenuti 22 dai 44 iniziali e poi tornati 36 dal 4 agosto, prendono posizione i titolari delle attività. La strada, lunga circa 200 metri, incrocia due arterie trafficate: corso Matteotti e via Napoli.

La questione è delicata e le posizioni sono diverse, sebbene alla fine prevalga il buonsenso «perché il momento è critico e tutti devono lavorare», dicono a una voce.

Insomma, i commercianti che ogni giorno aprono i loro negozi chiedono a Palazzo civico di trovare un punto di equilibrio affinché non ci siano differenze e divergenze. Fabio Fiorentini di Fermarket spiega: «Non mi dispiace nemmeno così, ma ritengo che prima dei provvedimenti conseguenti alla pandemia, con 44 spazi occupati su entrambi i lati, fosse meglio. Passavano più persone e tutti ne beneficiavamo».

Già: il coronavirus ha stravolto le nostre abitudini e la chiusura di tre mesi ha costretto il mondo del lavoro, a ogni livello, a misurarsi con numerosi problemi. A partire dalla riapertura, nel caso specifico il 19 maggio, quando il mercato è tornato nelle vie del centro. «Preferirei che i banchi rimanessero solo dalla parte del Conad – dice Barbara Pellegrino di GM Parrucchieri – in quanto avrei più visibilità. I miei clienti, con i quali lavoro su appuntamento, mi vedono meglio». Tra amministratori e ambulanti il confronto è ancora aperto: a causa della distanza sociale, l’assessore al commercio Antonio Giuseppe Costantino ha studiato una nuova disposizione degli spazi che, da martedì scorso, sono ridotti di 50 centimetri. «Abbiamo piacere – affermano Massimo Damiani e Cristiana Cioni del negozio di vini Super & Tuscans – che tutti lavorino. Ci conosciamo e sappiamo bene quanto sia complicata questa fase. Con una sola fila sulla parte del supermercato sarebbe meglio, ma il punto non è solo questo. Nessuno ci ha coinvolto nelle decisioni prese. Sarebbe forse il caso che ascoltassero pure il nostro parere. Inoltre, lo sottolineiamo, attenzione alla pedana dei disabili davanti alla banca, coperta da una delle postazioni». Un aspetto, questo, da non trascurare. Chissà che, nel tempo, non avvenga l’incontro con gli esercenti titolari delle attività ed escano opinioni interessanti. «Non ho preferenze – commenta Luca Fancelli, proprietario della Polleria da Renzo, a un passo da via Napoli – a patto che nessuno ci rimetta. È giusto esercitare tutti allo stesso modo». Con 44 banchi invece di 22 o 36, aggiunge Jonny Di Marco della Macelleria DM, visto che aumenterebbero le presenze e l’economia ne beneficerebbe. «Sempre – conclude – rispettando le regole scritte dopo la riapertura. Con la strada piena aumenta l’interesse della gente. Inoltre è giusto che prevalga il settore alimentare, con la frutta e la verdura, come in passato». A parlare per ultima è Valentina Profeti, commessa del panificio Provinciali, d’accordo sull’eventualità che gli spazi tornino 44 «con equa distribuzione tra abbigliamento e alimenti, ampliando così la possibilità di scelta». E permettendo ai clienti di trovare gli ambulanti nello stesso luogo, senza doverli cercare. —

Michele Falorni

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