Il Tirreno

Cecina, in via Gori torna il mercato su due file ma è una soluzione provvisoria

Michele Falorni
Cecina, in via Gori torna il mercato su due file ma è una soluzione provvisoria

La strada è stretta e per rispettare le distanze sociali molti banchi occupano i marciapiedi a ridosso delle case

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CECINA. Il mercato del martedì a Cecina rimane una questione aperta. I commercianti e l’amministrazione comunale si sono incontrati nei giorni scorsi per risolvere il problema dei banchi in via Pietro Gori e hanno trovato una risposta. «Siamo contenti ma non ancora soddisfatti – affermano i presidenti Attilio Camposano di Fiva Confcommercio e Monica Cantini di Anva Confesercenti – in quanto la soluzione accettata è temporanea e dopo ferragosto torneremo a Palazzo civico per un altro confronto». Da ieri mattina, la strada è di nuovo occupata su entrambi i lati dai furgoni, sebbene la disposizione studiata dai tecnici e verificata dai vigili urbani, con minore distanziamento tra un operatore e l’altro, veda le tende mobili quasi toccarsi. Un guaio che ha costretto gli esercenti a muoversi piano piano lungo i marciapiedi per cercare lo spazio giusto.

I clienti che hanno passeggiato lungo corso Matteotti e le strade vicine, acquistando capi a buon prezzo, hanno notato che in via Gori è quasi tutto come prima, ovvero «34 banchi di generi vari e due di alimentari distribuiti sui due lati della strada – proseguono Camposano e Cantini – più tre sull’Aurelia, tre in via Turati e due dei produttori agricoli in via Pindemonte. Totale, 44. La disposizione è però provvisoria e vale fino al 15 ottobre a causa della pandemia. Apprezziamo la disponibilità dei tecnici in Comune, degli amministratori e dei vigili urbani a cercare una via di uscita. Ma noi non siamo soddisfatti, in quanto bisogna risolvere alla svelta l’imprevisto delle tende troppo vicine, perché se un martedì piove diventa problematico abbassarle. Perciò intendiamo discuterne dopo metà mese per capire se esiste una soluzione».

Riepiloghiamo. Prima che si diffondesse il coronavirus, in via Gori le piazzole occupate erano 44. Sono divenute la metà, 22, dal 19 maggio, perché gli ambulanti e i loro dipendenti sul lato della banca hanno perso il posto a causa della distanza sociale. Sono rimasti solo quelli dal supermercato all’incrocio con via Napoli. Gli altri sono stati smistati attraverso “la spunta”, ossia il sorteggio, sul corso e nelle vie Turati e Pindemonte. Una mossa che ha creato nervosismo. Da qui, la necessità di un incontro con l’assessore al commercio Antonio Costantino. A Palazzo civico hanno analizzato le carte e la disposizione del mercato. I rappresentanti sindacali di Fiva Confcommercio e Anva Confesercenti Gabriele Bilanceri e Massimo Marini hanno ottenuto la risposta: il distanziamento è divenuto di cinque metri e dall’ingombro iniziale di 8 metri per 4.5 di ognuno si è passati a 8x4, con riduzione di 50 centimetri. Ieri mattina l’applicazione del nuovo schema, con i furgoni arrivati presto come sempre per capire dove posizionarsi rispettando gli spazi assegnati senza disturbarsi. Una procedura complicata dall’estensione delle tende sotto cui si trovano i tavoli e gli espositori, regolata al centimetro.

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