Nasce un comitato per ristrutturare la storica chiesa di San Leopoldo a Vada
Appello ai cittadini e alle attività economiche: «È un patrimonio di tutti, ognuno può dare un contributo»
VADA. Un appello a imprenditori, negozianti e cittadini perché partecipino alla ristrutturazione della chiesa del paese. Come? Donando quel che possono. Il comitato San Leopoldo, sorto due anni fa per aggregare la comunità sul progetto di riqualificazione della storica chiesa in piazza Garibaldi, chiama in causa i cittadini. «Perché la chiesa - spiega Lucia Barbini, che fa parte del comitato - non è solo un luogo di culto, ma una struttura storica, con valore artistico e civile».
Tre anni fa l’acquisizione della chiesa dal Demanio da parte della Curia. Tra l’altro tutt’ora la parrocchia paga una rata mensile importante per il mutuo acquisito per l’acquisto dell’immobile. Poi il progetto di riqualificazione. Un piano suddiviso in tre fasi. La prima, che si è conclusa nei mesi scorsi, ha visto la completa riqualificazione della torre campanaria e delle campane, che oltre ad essere state pulite sono state dotate di una nuova meccanica.
«Adesso - dice Mauro Panicucci, anche lui de comitato - dobbiamo proseguire con la seconda fase, che prevede la riqualificazione dell’intera facciata esterna della chiesa». Un intervento importante, che come quello per il campanile per il 75% è a carico della Cei. Il resto dei fondi viene fornito dal comitato San Leopoldo, che torna quindi a rivolgersi ai cittadini e alle attività economiche, così come ai turisti che ormai da anni hanno eletto Vada come luogo delle loro vacanze. «La chiesa, che oltretutto è al centro della piazza del paese - spiegano i rappresentanti del comitato - è una struttura di tutti, che è un po’ il simbolo di Vada. Chiediamo un contributo alle attività, agli operatori turistici e ai singoli cittadini. Tutti possono dare una mano per quanto possono».
Un progetto, quello di rimettere a nuovo la chiesa in piazza Garibaldi, fortemente condiviso anche dal nuovo parroco, don Bruno Giordano, 33enne originario di Salerno, destinato a Vada dopo una esperienza come viceparroco ad Antignano. «Ho trovato una comunità vivace - spiega don Bruno - che, con la giusta carica, è disponibile a mettersi in gioco. La chiesa non è solo un luogo liturgico, ma un punto di aggregazione, con valore educativo». Sprona alla partecipazione a un progetto di comunità come è appunto la riqualificazione della chiesa del paese anche Roberto Creatini, presidente della Pro Loco che fa parte del comitato San Leopoldo: «Facciamo appello a tutti i cittadini, anche perché la struttura della chiesa, al centro della piazza, è il biglietto da visita di Vada. Ognuno contribuisca come può».
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