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Protesta degli ambulanti di via Pietro Gori, a Cecina: «Noi, esclusi dal mercato e in attesa di un posto»

Michele Falorni
Protesta degli ambulanti di via Pietro Gori, a Cecina: «Noi, esclusi dal mercato e in attesa di un posto»

In 22 sono rimasti senza banco nella strada: «Possiamo solo partecipare al sorteggio, Il Comune ci deve dare una risposta»

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CECINA.  Via Pietro Gori è la strada che in centro a Cecina incrocia corso Matteotti e via Napoli. Il martedì, giorno di mercato, ospita 22 banchi su un lato e 22 sull’altro. O meglio, li ospiterebbe, perché sono rimasti la metà: solo quelli sulla parte del supermercato. Gli altri non ci sono più, spostati a causa della pandemia e delle conseguenti leggi sul distanziamento sociale non garantito.

Ieri di prima mattina è iniziata la protesta coordinata dai presidenti Attilio Camposano di Fiva Confcommercio e Monica Cantini di Anva Confesercenti con i furgoni posteggiati in fila indiana davanti alla banca. «Perché – hanno detto insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria Gabriele Bilanceri e Massimo Marini e ai numerosi colleghi penalizzati – così non è possibile andare avanti, in quanto il Comune ha proposto una soluzione che noi abbiamo discusso e accettato ma della quale non abbiamo saputo più niente».

Riassumiamo la questione. Prima del coronavirus, gli esercenti del martedì occupavano gli spazi assegnati dall’amministrazione in tutta via Gori, 44, senza problemi. La chiusura di tre mesi imposta dal governo ha stravolto la vita pure delle attività ambulanti. Al momento in cui il lavoro è ricominciato e il mercato è tornato in centro dal 19 maggio, sono iniziate le grane. I 22 commercianti e i loro dipendenti sul lato dell’istituto di credito hanno perso il proprio posto, ritrovandosi di colpo “alla spunta”, ovvero al sorteggio per ottenere un’altra piazzola, che Palazzo civico ha ricavato in via Amendola e dal recupero dei posteggi vuoti sull’Aurelia e nelle vie Turati e Gori. Il calo del fatturato è stato subito evidente e, come se non bastasse, il tirare a sorte ha logorato e innervosito gli esercenti, alle prese con gli imprevisti dovuti alla ripartenza, le spese quotidiane da affrontare e i clienti abituali che, passeggiando, non li trovano.

Ieri mattina alle sette, i furgoni bianchi degli ambulanti penalizzati erano già in fila in segno di protesta dall’inizio alla fine della strada, lunga 200 metri circa, allineati al marciapiede che dalla banca arriva fino a via Napoli ma senza scaricare la merce. Un modo per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. «Il 16 luglio scorso – spiegano Camposano e Cantini – abbiamo partecipato a una riunione a Palazzo civico con i tecnici e l’assessore al commercio Antonio Giuseppe Costantino, dove ci è stata prospettata una via d’uscita che prevedeva una parziale sistemazione in via Amendola. L’abbiamo valutata e accettata, ma da quel giorno non si è saputo più niente e, a oggi, manca ancora l’ufficialità. Se in tempi ragionevoli non avremo una risposta certa, torneremo alla situazione iniziale”. Ossia alla disposizione su entrambe le parti com’era prima del coronavirus.
 

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