Il Tirreno

l’inchiesta 

Garage ancora sotto sequestro L’indagine ai vigili del fuoco

S.T.
Garage ancora sotto sequestro L’indagine ai vigili del fuoco

L’abitazione di via Aia Vecchia non avrebbe problemi strutturali Nel luogo della deflagrazione rimangono i sigilli per stabilire con certezza le cause

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CASTELLINA

Dopo l’esplosione della villetta proseguono le indagini dei vigili del fuoco del comando di Livorno, intervenuti per primi con il personale del distaccamento di Cecina, seguiti poi dai colleghi pisani di Saline di Volterra.

Già subito dopo aver domato le fiamme e raffreddato il garage, i pompieri avevano individuato i resti delle bombole esplose, intuendo la causa della deflagrazione: una perdita di gas da una delle due bombole a gpl che avrebbe saturato l’ambiente e, una volta aperto lo sportello del vecchio forno a legna a pochi metri di distanza, portato all’esplosione della villetta di via Aia Vecchia. Non è chiaro il motivo: se è stata lasciata aperta (e nel caso da parecchio tempo) e se fosse difettosa. Dovranno stabilirlo gli inquirenti.

Di certo il calore del forno, trovato acceso dato che era stato da poco attivato per cuocere le pizze per la stessa serata, avrebbe fatto da detonatore. Con Maria Grazia Bertini (60 anni) e il figlio trentacinquenne Fabio Perrotti sbalzati sul pavimento e gravemente ustionati rispettivamente sul 35% e sul 45% del corpo.

L’abitazione, nonostante le due fortissime esplosioni, non avrebbe subìto problemi a livello statico, motivo per il quale la procura di Livorno ha messo sotto sequestro solamente il garage dove è avvenuta l’esplosione, al piano terra. In fiamme anche l’auto del fratello di Fabio, Davide Perrotti, che però è stata spenta da alcuni vicini di casa e spostata per far arrivare i mezzi di soccorso. —

S.T.

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