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Turismo, male alberghi e campeggi reggono gli stabilimenti balneari
L’associazione di categoria analizza la stagione estiva in corso: «Calo drastico di villeggianti stranieri»
cecina
Calo drastico dei turisti stranieri. Va meglio con gli italiani, seppur il livello dello scorso anno sia un orizzonte lontano. E poi, bene gli stabilimenti balneari, meno bene alberghi e campeggi. A disegnare un provvisorio e parziale bilancio della stagione in corso è Confesercenti, che ha fatto un’indagine a cui hanno partecipato oltre duecento imprese del settore turistico ricettivo della Val di Cecina, Val di Cornia e dell’Elba. Ecco che cosa è emerso dai questionari.
-60% di stranieri
Prima di tutto c’è una grossa riduzione delle presenze di turisti stranieri. Si parla di un meno 60% rispetto allo scorso anno. Minore è invece la perdita per quanto riguarda le presenze di turisti italiani: siamo intorno ad una media del - 40%, anche se il 30% delle imprese intervistate ha rilevato una situazione sostanzialmente invariata. Il 20% delle imprese della Val di Cecina ha notato addirittura un leggero incremento.
bene gli stabilimenti balneari
Tra le varie strutture, ad andare meglio sono gli stabilimenti balneari, con l’80% degli intervistati che rileva le stesse presenze dello scorso anno. Mentre alberghi e campeggi sono i più penalizzati e registrano un calo del 25%-35% delle presenze.
campeggi a -60% di fatturato
Una tendenza al ribasso si registra anche sul fronte dei fatturati su base annua, dove si conferma una pesante riduzione per alberghi e campeggi (oltre il 63% dei campeggiatori e il 47% degli albergatori hanno subito una riduzione per oltre il 50% dei ricavi). Gli agriturismi si attestano su una riduzione media del 20-30% ed il settore della ristorazione lamenta un decremento tra il 30-50% .
male il bonus vacanza
Dal sondaggio emerge anche un giudizio negativo sugli strumenti di liquidità messi a disposizione dal governo e sul bonus vacanza. Per Confesercenti su entrambi gli strumenti pesa l’insostenibile capacità delle imprese di sopportare le complicazioni burocratiche connesse. Gli strumenti di liquidità, infatti, sono ritenuti insufficienti dal 43% delle imprese intervistate, mentre sono positivi per il 12%, accompagnato dal 24% di coloro che pensano che la burocrazia ne abbia vanificato l’utilità.
Venendo al bonus vacanze si rileva che oltre il 45% delle imprese intervistate non intende usarlo nella propria struttura a fronte del restante 55% che lo accetterà ma con alcuni distinguo: il 29% in toto, 14% solo per soggiorni ed importi consistenti ed il 12% non per tutti i clienti. Sono gli agriturismi le attività meno disponibili ad accettare il bonus vacanze (quasi il 73%) in quanto, trattandosi normalmente di piccole strutture condotte a livello familiare, non intendono rinunciare alla liquidità immediata.Gli intervistati si dividono sull’utilità dello strumento del bonus vacanze ai fini del rilancio turistico: infatti a fronte di un 46% di coloro che non ci credono si affianca anche qui quasi il 43% che giudica lo strumento utile ma troppo articolato nella sua applicazione oltre ad un 10% di coloro che lo ritengono utile.
calo occupazione negli hotel
Sul fronte occupazionale, il 47% delle imprese intervistate sembra aver mantenuto lo stesso organico dello scorso anno. Circa il 20% delle imprese ha ridotto il numero delle assunzioni tra il 10-20%. Il dato è omogeneo sostanzialmente per tutte le categorie economiche intervistate, ad eccezione degli alberghi che rilevano una riduzione di personale leggermente più alta.
«I dati emersi parlano chiaro - afferma Matteo Valori presidente provinciale di Assoturismo Confesercenti - È auspicabile che nella seconda parte della stagione si possa tornare ai livelli dello scorso anno in termini di presenze e prenotazioni».
«Concludendo – dichiara Alessandro Ciapini, direttore provinciale Confesercenti - possiamo dire che, pur in quadro di enorme difficoltà, il turismo sulla costa è vivo e si conferma un asset su cui investire. In questo senso auspichiamo, come Confesercenti, che il nuovo governo regionale della Toscana si impegni per una politica di sostegno alle imprese. È chiaro che i conti veri si faranno a fine stagione ma da questi dati emergono già elementi per iniziare un ragionamento nuovo». —
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