Il Tirreno

Un tesoro nascosto da cancelli e filo spinato «Così accedere alla costa è impossibile»

Un tesoro nascosto da cancelli e filo spinato «Così accedere alla costa è impossibile»

Tra Quercianella a Castiglioncello ci sono chilometri di scogliera dove sono incastonate ville lussuose. E i sentieri per il mare sono pochi 

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il viaggio

claudia guarino

Metri e metri di cancellate verdi. Poi muri grigiastri sormontati da filo spinato. Con alberi ingabbiati nei cortili di case lussuosissime. Dopo la curva, all’improvviso, l’azzurro del mare. Appare al di sopra del guard rail, solo per pochi secondi. Poi di nuovo muri. E cancelli.

Tra Quercianella e Castiglioncello ci sono circa sei chilometri di costa. Sulla sua roccia si arrampicano vialetti decorati con gusto, terrazze dall’occhiata mozzafiato e grandi ville incastonate nella vegetazione. Sono lì da anni. E da anni è praticamente impossibile raggiungere le cale e le spiagge che si trovano al di sotto delle proprietà.

«Ci sono pochissimi accessi al mare. Ecco perché ai turisti che mi chiedono come possono fare per vedere questo tratto di costa rispondo che è praticamente impossibile, se non arrivando dal mare». A raccontare questa storia sono Andrea Tognotti e sua figlia Viola. Loro noleggiano ombrelloni al Fortullino e gestiscono l’Arancio beach bar. Di fronte alla loro attività c’è un tratto di spiaggia libera. Ma da lì, a piedi, non è possibile coprire grosse distanze, perché tra una caletta e l’altra ci sono maestosi lembi di scogliera a picco sull’acqua.

«Tempo fa dei ragazzi hanno tentato di superarli per poi proseguire verso sud, alla ricerca di altre spiagge - racconta Viola - Purtroppo uno di loro è scivolato, ferendosi. È pericoloso».

Andrea talvolta si avventura lungo costa con la canoa, «anche perché altro modo non c’è».

Sei chilometri di litorale e un numero di accessi al mare che si conta sulle dita di una mano. «L’unico modo per visitarla è suonare al campanello di qualcuno - dice Andrea Tognotti - Perché qui è tutto chiuso. Ci sono muri, palizzate, recinzioni, filo spinato e cancelli alti tre metri. La costa è imbalsamata. E passando dalla strada sembra di costeggiare un carcere, non uno dei tratti più belli della Toscana». È il mare rinchiuso dai cancelli privati.

L’Aurelia è una lingua d’asfalto scavata tra la scarpata e un muro dalle rare interruzioni. Percorrendo la via tra Quercianella e Castiglioncello lo sguardo tocca barriere multimateriale che, il più delle volte, nascondono anche le case. Muri grigiastri, pareti bianche e cancelli verdi sono rafforzati da lastre di legno e filo spinato. Un fortino inaccessibile. Un fossato di proprietà privata.

Nei sei chilometri di strada costiera vista lusso raramente spunta il mare. E quando l’azzurro fa capolino è uno spettacolo quasi inatteso. Ancora più raramente spunta una via d’accesso all’acqua. Ce ne sono un paio al Fortullino e ce n’è uno verso Le Forbici. Poco di più. «Io sono un pescatore e sono nato qui - dice Andrea Tognotti - so bene che prima di strade verso il mare ce n’erano di più. E so bene che abbastanza di recente sono stati alzati nuovi muri. Nessuno vuole invadere i giardini dei privati. Basterebbe solo che ci fossero più accessi al mare tra una casa e l’altra».

La conformazione di una scogliera in cui sono incastonate case da sogno ha radici lontane nel tempo. «Sarebbe bello riuscire a raggiungere la costa a piedi. Anche perché abbiamo un tesoro che merita di essere visto e frequentato da tutti». —

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