Sicurezza
Padroni maleducati nel centro di Cecina, commercianti infuriati
Corso Matteotti è considerato il salotto buono della città: «Adesso è divenuto un bagno pubblico»
CECINA. Corso Matteotti è considerato il salotto buono della città, in cui l’amministrazione comunale ha investito tempo, dalla primavera del 1994 quando lo inaugurò, e soldi per riqualificarlo e trasformarlo in zona blu permanente. Questa è la premessa che introduce il problema, fastidioso per chiunque lavori oppure passeggi a poche decine di metri da piazza della chiesa: la pipì dei cani, di cui le chiazze gialle nel tratto dalla gioielleria di Cristina Gavarri al forno e oltre ne sono la triste testimonianza. Le macchie sono presenti anche sul lato opposto, dove si trovano la farmacia Marchionneschi e il bar Napoli, altre due attività storiche. Loredana Brunetti di Zucca e Carrozza, Cristina Gavarri, Tania Guerrieri (Corso 81) e le commesse dell’Isola Felice, solo per citare alcuni nomi, sono una parte dei commercianti che ormai ha perso la pazienza. Perché ogni mattina la scena è la stessa: davanti all’ingresso dei loro negozi, rivoli gialli testimoniano che gli amici a quattro zampe sono passati la sera prima e, spesso, hanno pure defecato.
Una situazione divenuta nel tempo insopportabile: come se non bastasse la pandemia e la chiusura forzata per tre mesi, a scarabocchiare il biglietto da visita del centro è l’urina degli animali, divenuta spiacevole abitudine in quanto i loro padroni fanno finta di niente. «Il centro è divenuto un bagno pubblico», dicono insieme, indicando i punti esatti dove si trovano le macchie che, non dimentichiamolo, rilasciano odori tremendi amplificati dal caldo di fine luglio. Eppure gli esercenti, all’inizio, hanno sperato nel buonsenso della gente, perché sì, qualche randagio ci sarà, ma a frequentare corso Matteotti nel tardo pomeriggio o dopo cena sono levrieri e altre razze sempre al guinzaglio, quindi accompagnati dai padroni. Ai quali, è evidente, di sporcare la propria città non interessa proprio nulla e, più volte alla settimana, girano nell’area pedonale e nelle vie vicine senza controllare il loro piccolo mastino. La questione è arrivata in via informale ai vigili urbani e in Comune, ma il cane si morde la coda - è proprio il caso di dirlo -, poiché non c’è soluzione.
«Ci piacerebbe che ci fosse qualche operatore in più disposto a pulire», suggeriscono i commercianti. Sebbene sappiano che la colpa non è degli spazzini, ma dei proprietari dei cani. Ma almeno ci sarebbe più controllo. Capita che la pipì lambisca le porte e spesso entri nei negozi con comprensibile rabbia dei titolari, costretti ad acquistare prodotti specifici per pulire. Una seccatura non da poco, visto che la soluzione al momento non si trova e da settimane invece si sopporta questo schifosa abitudine. Per i residenti e chi viene in vacanza e se ne accorge non è certo un piacevole colpo d’occhio. Un danno economico anche per l’amministrazione, che l’anno passato sostituì proprio in quel tratto il vecchio marciapiede a mattonelle arancioni rigate di verde con il nuovo pavimento bianco a lastre rettangolari. Già sporco non solo perché è chiaro, ma a causa di troppi maleducati. —
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