Il Tirreno

il lutto 

È morta a 90 anni Sibylle Geiger, volto storico della Fondazione

È morta a 90 anni Sibylle Geiger, volto storico della Fondazione

È stata costumista, sceneggiatrice e organizzatrice di mostre ed eventi culturali. Viveva col marito a Basilea, dove era tornata qualche anno fa per motivi di salute

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CECINA. È morta Sibylle Geiger, costumista e sceneggiatrice per anni al timone della Fondazione intitolata al nonno Hermann Geiger. Aveva 90 anni e viveva in Svizzera con il marito Rocco Piermattei. Alla sua famiglia va l’abbraccio della comunità e, per primo, del sindaco di Cecina Samuele Lippi. «Era una persona che ha dato davvero tantissimo a Cecina - dichiara il sindaco - e che solo di recente l'ha lasciata, costretta da ragioni di salute. Per un decennio la fondazione dedicata alla memoria di suo nonno, Hermann Geiger, ha donato alla nostra comunità mostre, incontri, cultura nel senso più ampio del termine. Tutti eventi ad accesso libero, con la precisa intenzione di affrontare temi di spessore e di attualità come l'ambiente, la storia, il futuro, e metterli a disposizione di tutti. L'amore per l'arte di Sibylle Geiger, il suo entusiasmo e il suo desiderio di condivisione verso gli altri, hanno lasciato un segno indelebile a Cecina, un segno che la lontananza non ha assolutamente sbiadito».

Sibylle Geiger aveva conosciuto Cecina (e Casale Marittimo dove aveva una residenza in campagna) circa vent’anni fa. E qui, insieme al marito, di mostre ne ha organizzate parecchie. Tutte a ingresso gratuito. Da “Nudo! Tesori del museo dell’antichità di Basilea” e “Velieri, grandi storie di mare”, alle litografie di Alberto Giacometti, a “Ernst Ludwig Kirchner a Davos”, a “Paul Wiedmer. Ferro. Forme. Energia”, alle macchine di Leonardo da Vinci, solo per citarne alcune. L’amore per l’arte e l’entusiasmo di condividere con gli altri la sua passione erano suoi tratti distintivi. E fino a che ha potuto è rimasta a Cecina, dove ha impiegato gran parte delle sue energie.

Poi, come aveva raccontato Sibylle durante un’intervista al Tirreno, tre anni fa cìè stata la decisione di lasciare, per motivi di salute, sia la Fondazione sia la città per tornare in Svizzera con il marito. Per un certo periodo aveva continuato l’attività a Basilea, dove si era dedicata ai bozzetti di teatro. La sua, insomma, è stata una vita dedicata all’arte. Fin da giovane, infatti, aveva lavorato per celebri produzioni teatrali e cinematografiche, condividendo tempo e impegno con grandi attori e registi come Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Alfonso Brescia, Giuliano Gemma, Peter Lee Lawrence, Amerigo Anton, Lucio Fulci, Joaquin Luis Marchent. Col marito aveva anche aperto una Fondazione a Basilea, per portare avanti (e per condividere) quell’arte che è stata sempre uno dei grandi amori della sua vita.

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di Redazione web