Il Tirreno

disco verde al bilancio 

Bcc Castagneto si consolida banca locale di riferimento

M.z.
Bcc Castagneto si consolida banca locale di riferimento

Cresce la raccolta (più 38% quella indiretta) e gli impieghi superano il miliardo 

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CASTAGNETO

La Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci consolida il proprio ruolo di banca locale di riferimento nella provincia di Livorno. I numeri 2019 mostrano quel che l’istituto presenta come il proprio biglietto da visita: la crescita delle masse amministrate. Gli impieghi a clientela aumentano di 40 milioni (più 4% a paragone dell’anno precedente): supera la soglia-simbolo del miliardo di euro: e questo, secondo il gruppo dirigente guidato dal direttore generale Fabrizio Mannari, è la riprova del «sostegno creditizio che la Bcc di Castagneto riesce ormai storicamente ad assicurare al proprio territorio». Da aggiungere i «circa 100 milioni di crediti che vanno a rimpiazzare le rate in scadenza nel periodo». Tradotto: il nuovo credito erogato nell’anno «sfiora in realtà i 150 milioni di euro».

Le cifre fornite dalla banca indicano che risultano «in forte crescita anche tutti i comparti della raccolta da clientela»: quella diretta registra un incremento di 65 milioni rispetto a dodici mesi prima (più 6%), quella indiretta mette a segno un aumento di 40 milioni (più 38%). «Questi dati – è il commento – sono la dimostrazione del fatto che la clientela depositante percepisce la Bcc come un intermediario sicuro, a cui affidare serenamente i propri risparmi, e questo grazie anche alla sicurezza di far parte di un gruppo fra i più solidi in Italia come quello di Cassa Centrale Banca, che vanta 6 miliardi di patrimonio (di cui 3 liberi) e un Cet1 che sfiora il 20%».

È questo l’identikit che emerge dall’assemblea dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto che ha approvato il bilancio al 31 dicembre. L’assemblea quest’anno ha avuto una fisionomia «molto diversa dal solito» per via dell’emergenza Covid, come fanno rilevare dalla sede dell’istituto: senza la presenza fisica della base sociale, e pur tuttavia «quasi 500 soci hanno votato tramite delega all’avocato Enzo Banducci» (rappresentante designato scelto dalla Bcc per ricevere le deleghe) e questo «dimostra una importante vicinanza alla Bcc».

Altri numeri? L’utile supera i tre milioni di euro (3,097 milioni per la precisione): e questo conferma «la consolidata capacità di produrre reddito». Quanto alla copertura sul credito deteriorato, ha raggiunto il 51%: risultava pari al 43% a fine 2018 e già quel dato era «molto buono di per sé» ma – viene messo in evidenza dal quartier generale Bcc – diventa «straordinario» se letto insieme all’incidenza dei crediti deteriorati lordi sugli impieghi complessivi, scesa all’8,5% (rispetto al 10,5% di fine 2018)».

È interessante notare che risulta vicino al 13% il Cet1, l’indice-chiave di solidità nel settore banche, che misura quale capacità abbia ciascun istituto di garantire i prestiti concessi ai clienti e i rischi derivanti dai crediti deteriorati. Quella percentuale – è ribadito – va vista in tandem con «i dati relativi a credito anomalo, accantonamenti contabilizzati e indici di efficienza già ricordati in precedenza».

Dallo stato maggiore della Bcc si ricorda che è « ormai inconsueto parlare di Cet1 individuale, in quanto la riforma delle banche di credito cooperativo pone le singole banche sotto l’ombrello protettivo delle garanzie incrociate di gruppo grazie alle quali il patrimonio di tutte le banche di questo settore e la capogruppo è messo a fattor comune a garanzia del sistema: in tal senso, ricordiamo che la Banca con sede a Castagneto Carducci è l’unica delle Bcc toscane ad aver aderito al Gruppo Bancario Cooperativo promosso da Cassa Centrale Banca, uno dei più patrimonializzati d’Italia e il primo ad aver ottenuto l’autorizzazione da parte della Banca Centrale Europea».

Nella presentazione dei dati di bilancio viene sottolineato che « il processo di costituzione del gruppo sta proseguendo speditamente» e l’obiettivo da conseguire è quello di «coniugare il valore e l’autonomia di un sistema di banche locali, espressione dei diversi territori, con la redditività, l’efficienza, la crescita e la stabilità tipiche di un grande gruppo bancario». È lì il passaggio-chiave; evitando di «perdere quei valori di conoscenza e rapporto con il territorio che hanno consentito il successo della nostra banca».

L’ultimo paragrafo riguarda cosa è stato fatto per il sostegno creditizio a famiglie e imprese nel periodo dell’emergenza, uno sforzo che ha assorbito in modo imponente le energie della struttura organizzativa della banca per «dedicarsi negli ultimi mesi quasi esclusivamente alla gestione rapida e concreta degli strumenti emergenziali». Stiamo parlando di quasi 2.500 moratorie a famiglie e imprese («per un capitale sospeso di quasi 40 milioni di euro che rappresenta quasi la metà delle rate in scadenza nel 2020»). A ciò vanno sommati oltre mille finanziamenti per la liquidità fino a 30.000 euro così da dare «una boccata d’ossigeno a molte piccole e medie imprese». Non solo: nelle ultime settimane la struttura crediti della Bcc sta impostando con numerose aziende operazioni di finanziamento con garanzia statale. Obiettivo: ristrutturare la posizione debitoria dell’azienda, dotandola allo stesso tempo di liquidità aggiuntiva utile al superamento dell’emergenza. —

M.z.

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