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Un nuovo parcheggio accanto alla stazione di Cecina, al posto del degrado: «Pronto in un mese»
Il progetto è dell’associazione Dopolavoro ferroviario Il presidente: «Mancano solo le sbarre e i disegni degli stalli»
CECINA. Procedono i lavori per la creazione del parcheggio progettato dall’associazione Dopolavoro ferroviario di Cecina. Il cantiere è allestito accanto alla stazione. Le operazioni sono ancora in corso, ma hanno già contribuito a strappare questa parte della città al degrado. Dietro ai cancelli dello spiazzo che prima dei lavori era un prato abbandonato, spesso si accumulavano rifiuti. C’erano siringhe, coperte e sacchi vari. Adesso tutto questo è sparito. Almeno nella parte della stazione a ridosso del cantiere.
«Abbiamo ripulito tutto e abbiamo sistemato le strutture e la recinzione - spiega Pietro Candela, presidente dell’associazione Dopolavoro ferroviario di Cecina - Dobbiamo montare le sbarre per regolare l’accesso e dobbiamo disegnare gli stalli a terra. L’obiettivo è finire tutto entro un mese». A metà agosto, quindi, l’area dovrebbe assumere forma completa. Ma ricordiamo brevemente in che cosa consiste il progetto attualmente in fase di realizzazione. Il nuovo parcheggio è compresa tra via Roma, via Fratelli Rosselli e il binario 1 della stazione ferroviaria. Potrà ospitare una sessantina di auto e una parte degli stalli sarà ricavata sotto la tettoia. L’area di sosta sarà riservata ai soci dell’associazione, «ma tutti, volendo, possono associarsi - dice Candela - l’adesione costa 15 euro l’anno». La tariffa, invece, prevede 2 euro al giorno.
L’associazione ha anche pensato di dare vita ad un sistema per organizzare la sosta. «L’idea è creare una tessera ricaricabile che funzioni da abbonamento - spiega il presidente dell’associazione - l’utente può decidere di prenotare la sosta, ad esempio, per una settimana e per quei sette giorni avrà il posto assicurato. Come prezzo abbiamo pensato a due euro al giorno». Sistemare quello spiazzo all’associazione è costato circa 100mila euro e, per coprire parte della quota, ha chiesto un prestito al nazionale. «Trasformare l’area in un parcheggio significa strapparla all’incuria per metterla a disposizione dei soci e, potenzialmente, della comunità», conclude Pietro Candela.
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