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La storia di Egidio, cavallo abbandonato e adottato da tutta Querceto

anna cecchini
Il cavallo Egidio con, da sinistra: Pietro Venanzoni, Monica Simonini, Kim Bizzarri e la famiglia Papucci
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Il cavallo Egidio con, da sinistra: Pietro Venanzoni, Monica Simonini, Kim Bizzarri e la famiglia Papucci

Lo stallone è stato trovato una notte del dicembre scorso in mezzo alla strada. Kim Bizzarri e Monica Simonini: «Ora è al sicuro con una famiglia sua»

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QUERCETO. Vagava spaesato nel borgo di Querceto dopo essere stato abbandonato. Gli abitanti del paese, 35 anime, prima lo hanno adottato e dopo averlo accudito con amore per alcuni mesi sono riusciti a trovare una famiglia che si occupi di lui. La storia che lega Egidio, uno stallone nero, alla comunità di Querceto sembra uscita da un libro di fiabe per bambini. Invece è reale, ed è riuscita ad unire un intero borgo, dove tutti, dai bambini ai rappresentanti delle forze dell’ordine, si sono mobilitati per Egidio.

Trovato di notte. La sera del 18 dicembre del 2019 la gente di Querceto vede aggirarsi per i vicoli un bellissimo stallone nero. Subito vengono contattati Kim Bizzarri e Monica Simonini, residenti del borgo e membri dell’associazione animalista Gavol (Gruppo Animalisti di Volterra) che riescono a metterlo al sicuro in un campo recintato. «Il giorno dopo - dicono - abbiamo chiamato la Forestale di Volterra e i carabinieri di Ponteginori con i quali collaboriamo regolarmente, che si attivano per capire il da farsi». Viene fuori che «per legge i cavalli vaganti sono responsabilità del comune in cui vengono trovati. Così il Comune manda un veterinario per leggere il microchip e rintracciare il proprietario, ma non c’è traccia di microchip. Il cavallo risultava illegale». Nel frattempo i quercetani vanno tutti ad incontrare il cavallo, e ognuno come può prova a dare una mano per accudirlo. «La gente del posto lo riconosce - prosegue Bizzarri - come il cavallo della tenuta La Bandita, poco distante dal borgo ed abbandonata dall’inverno scorso. Viene fuori che lo stallone avrebbe circa 11 anni e non sarebbe mai stato domato. Un purosangue maremmano selvaggio».

Abbandonato dal proprietario. I carabinieri contattano il proprietario della tenuta, che vive lontano, per informarlo che doveva immediatamente occuparsi del cavallo. «Lui però - dicono B izzari e Simonini - nega che sia suo. Tra l’altro l’animale era sprovvisto di microchip e quindi era difficile dimostrare di chi fosse. Anzi l’uomo dice di aver venduto in blocco tutti gli animali della tenuta a un allevatore di cavalli della zona». I carabinieri contattano anche lui, che, come prosegue Bizzarri «non ha mai fornito, su richiesta dei carabinieri e della Forestale, un documento che attesti la compravendita, che anzi in seconda battuta nega di aver effettuato».

il paese lo adotta e gli da un nome. A quel punto il cavallo viene adottato dai quercetani, che subito si consultano per trovargli un nome. E scelgono di chiamarlo Egidio. «Pietro Venanzoni, agricoltore e proprietario di una fattoria poco fuori del borgo - prosegue Bizzarri - , si offre di tenerlo nella stalla. Il cavallo doveva restare lì per pochi giorni, giusto il tempo di registrarlo e trovare chi lo adottasse». In tanti si sono interessati per adottare Egidio, ma poi tutti si sono tirati indietro, visto che il cavallo non era castrato né domato. E ci sono stati ritardi burocratici nella registrazione, senza la quale non era possibile darlo in affidamento.

scende in campo l’associazione. «Ho deciso di contattare - dice Bizzari - la Italian Horse Protection (Ihp), una associazione nazionale per la protezione di cavalli che si trova a Pitigliano, che si intesta legalmente Egidio, in modo che non potrà essere ceduto o venduto senza consenso dell’associazione stessa». Egidio viene castrato e registrato ufficialmente all’Apa, ma scatta il lockdown e per altri tre mesi resta a Querceto.

Egidio ora ha una famiglia. Le ricerche per una dimora felice per il cavallo non si fermano neppure durante la quarantena. Dopo numerosi preaffidi, scatta la scintilla tra Egidio e una giovane famiglia di Fauglia che non solo si offre di adottarlo, ma di pagargli un mese in un maneggio vicino casa. «Lì - spiega Bizzarri - viene applicato il metodo innovativo e non-violento Parelli per favorire una migliore relazione uomo-animale. A breve si trasferirà nella sua nuova casa dove lo aspettano già due cani e otto caprette».

Non solo l’Ihp si sta muovendo per cercare a Egidio un cavallo o una cavalla con cui tenersi compagnia. «Egidio - termina Bizzarri -ora è al sicuro grazie alla collaborazione fondamentale che c’è stata tra cittadini, associazioni e pubblici ufficiali per garantire il suo benessere».

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