Il Tirreno

Gli artisti ripensano l’emergenza sanitaria per una rassegna da vivere lungo le strade

anna cecchini

Dal 15 luglio la mostra en plein air dal titolo #LaCulturaCura #LaCulturaCrea. I manifesti occuperanno gli spazi per le pubbliche affissioni 

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L’ESPOSIZIONE

ROSIGNANO

Hanno dato forma e colore ai loro pensieri, alle riflessioni che li hanno accompagnati durante il lockdown. E da metà luglio le loro opere saranno visibili ovunque, dato che non verranno esposte all’interno di musei o gallerie d’arte - luoghi storicamente deputati alla cultura, ma sistemate su muri e cartelli per le affissioni disseminati su tutto il territorio comunale. In modo che cittadini e turisti possano apprezzare i loro lavori lungo le strade e a lato delle piazze, semplicemente mentre cercano parcheggio o quando passeggiano per andare a fare la spesa. In pratica sarà l’arte ad andare incontro alle persone, offrendo loro, quando meno se lo aspettano, il suo potere evocativo e spesso salvifico.

La mostra en plein air dal titolo #LaCulturaCura #LaCulturaCrea, promossa dall’assessorato alla cultura e dell’assessorato all’innovazione del Comune di Rosignano e organizzata in collaborazione con Incubatore Rosignano, prenderà il via mercoledì 15 luglio con un primo giro si affissioni pubbliche di dieci manifesti, ognuno realizzato da un artista profondamente legato al territorio.

«Nei giorni della quarantena - ha detto l’assessore a lla cultura Licia Montagnani - è stata l’arte, in tutte le sue forme, a dare speranza attraverso internet. Questo tipo di iniziativa era già stata pensata durante l’inverno, prima dell’emergenza sanitaria. Adesso che l’emergenza è meno stringente, questa mostra vuole essere un grido che sottolinea l’importanza dell’arte nei momenti più duri. Ringrazio gli artisti che hanno aderito, prestando gratuitamente la loro creatività». Le opere, realizzate appositamente per la rassegna, sono riprodotte su manifesti per le affissioni che andranno a tappezzare le frazioni del comune di Rosignano.

«Ringrazio gli artisti - ha spiegato l’assessore all’innovazione Beniamino Franceschini - l’assessore Montagnani ed il sindaco, che ha subito accettato questa proposta. E poi un grazie all’Incubatore, che attraverso Giulia Santi ha seguito l’organizzazione di questa rassegna. Scegliamo di ripartire dalla cultura, per risarcire uno strappo emotivo e sociale dovuto al lockdown».

Dieci gli artisti che hanno risposto all’appello, realizzando un’opera che in qualche modo rimanda a sensazioni e riflessioni avute durante la quarantena. Lo scultore Franco Franchi partecipa con un disegno a pastello “Le dimensioni del ricordo 2020” : «Il segnale che arriva da questa iniziativa era molto atteso. Bene avere una finestra aperta sui linguaggi artistici di tutte le generazioni».

Umberto Falchini presenta un dipinto a tempera e acrilico della sua serie “I sedianti” intitolato “Anti Covid 2019”: «Protagonisti sono i medici, che sono creativi e filosofi. È bene ricordare che sul pianeta terra siamo ospiti».

Il fumettista Stefano Casini propone un disegno ad acquerello, china e matite “La cultura: tutti ne parlano, ma interessa davvero?” : «Durante il lockdown senza il conforto dell’arte saremmo stati persi, questa operazione è ottima anche perché popolare». Sergio Vanni punta sull’ironia nel collage “A parole sono tutti bravi”: «Io lavoro con le parole. Ho usato un’espressione che, messa accanto a un lista di poeti, da sarcastica diventa affermativa».

Numerose le opere d’arte digitale. C’è “(R)esistere” di Enrica Mannari: «Ho sempre collegato l’esistenza alla resistenza, e questa sensazione è stata più chiara durante il Covid».

Francesco Ripoli propone “Equilibrio”: «Ci siamo ritrovati isolati, così ho pensato a due figure che potessero restare in contato attraverso una figura in equilibrio». E ancora Vincenzo Lipari ha realizzato “Covid Save The Queen”: «La monarchia è la rappresentazione dell’organizzazione, mentre il Covid il simbolo del caos che genera anarchia. Da questo bisogna trovare una nuova forma di organizzazione». L’illustratrice Rosella Pagnini presenta un colorato condominio dal titolo “Un volo per te”: «Ho rappresentato un dono che un bimbo crea per un’amica, per mandarglielo da finestra a finestra». Infine Andrea Gattini con “La cultura cura (e protegge)”: «Ho rappresentato un sipario chiuso e un libro a mo’ di mascherina. La cultura diventa responsabilità individuale». E Pietro Rotelli che propone “Katharsis”: «La Catarsi indica la purificazione, per me questa funzione l’ha sempre avuta l’arte, che prende le scorie e le ricompone in qualcosa di comunicativo». —

anna cecchini



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