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Vendono il vino e incassano i soldi hackerando il sito dell’azienda

Claudia Guarino
Vendono il vino e incassano i soldi hackerando il sito dell’azienda

Denunciati due ventenni per frode informatica e sostituzione di persona. Avrebbero cambiato l’Iban dell’impresa e trasferito 8.000 euro sul loro conto

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CASTAGNETO.  Sarebbero riusciti ad entrare nel sistema informatico dell’azienda, “impossessandosi” del suo conto corrente e, con questo stratagemma tramite la sostituzione del codice bancario Iban, sarebbero riusciti a rubare circa ottomila euro. Ecco perché due giovani di 20 e 23 anni sono stati denunciati dai carabinieri per frode informatica e sostituzione di persona. Vittima del raggiro è una nota azienda vitivinicola del territorio, di cui non rendiamo noto il nome per tutelare chi è stato al centro di una presunta frode.

I fatti risalgono al periodo compreso tra l’aprile e il giugno scorsi. In questo lasso di tempo qualcuno ha tentato - sembra con successo - di hackerare il sistema informatico dell’azienda vitivinicola in questione. Lo stratagemma era semplice quanto efficace: in pratica i sospettati erano riusciti a trovare un sistema per intrufolarsi nel sito aziendale e nel relativo conto corrente. Vendevano finte bottiglie di vino a nome dell’azienda e poi intascavano il ricavato. Ma i soldi all’azienda titolare del marchio, chiaramente, non arrivavano.

Perché l’incasso passava direttamente a un conto intestato ai truffatori. Per un bottino complessivo di circa ottomila euro. In pratica gli indagati avrebbero iniziato a cercare clienti a cui vendere il vino. Una volta concluso l’affare, previo cambiamento dell’iban, gli acquirenti versavano i soldi. E l’incasso arrivava direttamente sul conto parallelo. Ecco perché è contestato il reato di sostituzione di persona: perché nel procacciarsi i clienti, i denunciati avrebbero usato il nome dell’azienda al centro della frode. Il tutto “da remoto”. Cioè lavorando via internet e, peraltro, in un luogo parecchio distante dal territorio in cui opera l’azienda al centro del raggiro.

Evidentemente a un certo punto i titolari dell’azienda devono essersi accorti che qualcosa non andava, che c’erano movimenti strani sul sistema informatico o comunque che qualcosa di strano stava accadendo. Fatto sta che sul fatto si sono concentrate le indagini dei carabinieri della compagnia di Cecina. I militari dell’Arma, dopo tutti gli accertamenti del caso, sono arrivati ad identificare due persone, per poi denunciarle a piede libero alla Procura del tribunale di Livorno. I reati loro contestati sono frode informatica e sostituzione di persona. Al centro delle indagini ci sono due giovani di 20 e 23 anni, entrambi con precedenti ed entrambi residenti nel territorio comunale di Cuneo.
 

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