La città sopita si risveglia e un’ondata di giovani invade la notte di Marina
Tanti ragazzi si sono dati appuntamento sul viale della Vittoria e sulla Terrazza Questa volta, pare, nessuna rissa: «Ci si può divertire anche in maniera sana»
Claudia Guarino / cecina
Il suono dei passi che toccano il selciato scandisce il ritmo di un silenzio quasi assoluto. Qualche metro, poi il respiro diventa rumoroso. È l’aria che, intrappolata dalla mascherina, si aggrappa alla pelle, ostinata come non mai. Il mare in lontananza e, nel vuoto della città, una gazzella bianca e blu viaggia a passo d’uomo. È il giorno di Pasqua di una Marina spettrale. Poco meno di tre mesi dopo, quello stesso passo si perde nel suono indistinguibile della sera. E l’aria rumorosa raccoglie il sorriso di un brulichio in festa. La gazzella questa volta osserva, immobile. È la vita che ricomincia.
Sabato sera il lungomare di Marina era straripante di persone. Nessun problema di ordine pubblico. Niente risse, sembra, per una volta. «Ci si può divertire anche in maniera sana», dice Elisa Tafi. Lei siede sul muretto, con le sue amiche, e la sua risata è contagiosa.
Un po’ come quella di Giulia Ammanati ed Elisa Ferrara. Lavorano al Settebello e in un momento di tregua dai caffè siamo entrati per chiedere le loro impressioni sull’avvio dell’estate. Ridono di gusto, segno che la voglia di vita la fa da padrona.
Il cuore serale di Marina sta nella sua Terrazza, ultimamente troppo spesso sede di scazzottate tra giovani. Non sabato, per fortuna. Dalla piazzetta si snodano le arterie del mare, che si tuffano nel polmone verde della frazione: la sua pineta, le cui ombre spesso danno rifugio a chi fugge.
Un po’ di nervosismo in realtà c’è. Qualche spintone volato, qualche parolona lanciata. «Ehi, quelli laggiù sono solvaini», dice un ragazzo, presumibilmente cecinese, rivolgendosi ad un amico, ricordando una radicata rivalità tra paesi vicini che ultimamente non è rimasta solo sulla carta. «E i fiorentini non ci sono stasera?», risponde l’amico.
Alla Terrazza dei Tirreni un giovane si rivolge alla polizia municipale perché qualcuno gli ha rubato il cellulare, un uomo un po’ alticcio lancia improperi contro chiunque e due giovanissimi in contesa l’uno contro l’altro vengono separati. «Dammi retta, lascia perdere».
Niente di tutto questo si è tradotto in seri problemi di sicurezza. Dopo cinque risse in un mese e 19 denunciati non è cosa da poco.
«Siamo stati in casa due mesi e la gente ha accumulato la rabbia. Ora la deve sputare fuori, ma è una cosa ingiusta - dice Luca Pasquadibisceglie, che come quasi tutti a Marina, trascorre una serata in tranquillità con i suoi amici - Per fortuna ci sono i controlli che garantiscono la sicurezza di tutti».
Accanto a Luca c’è Gioele Grossi: «Stasera siamo andati a Marina di Bibbona, poi siamo venuti qui a Cecina. Perché qui siamo nati e qui vogliamo vivere». Michele Barabino, da parte sua, sottolinea come sabato ci fosse «tantissima gente. Più di quanto speravamo. Ci aspettavamo un po’ meno pressione, invece ci sono parecchie persone».
Il colpo d’occhio è impressionante. O meglio, non lo sarebbe se ci trovassimo nel luglio di una estate come tutte le altre. Sarà che nella mente sono ancora impresse le immagini di vuoto di pochi mesi fa.
C’è chi è in piedi a parlare con gli amici, chi è seduto al bar e chi passeggia. A vigilare sulla cosiddetta movida ci sono le forze dell’ordine, con schieramenti interforze, che camminano avanti e indietro.
Sta a loro valutare eventuali situazioni di mancato rispetto delle regole. D’inverno Marina è deserta, anche senza Covid. Ma d’estate si risveglia. E sabato notte è stata colorata da un’ondata di giovani. Molti dei quali lì per passare una serata di svago divertimento, per lasciarsi alle spalle una settimana di studio o di lavoro, sorridendo alla vita con l’energia dei vent’anni. E senza immischiarsi in scazzottate varie ed eventuali. —
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