Gioco
Svegliati da rumori in giardino mettono in fuga i ladri
Paura nella notte a Rosignano Solvay, dove una coppia ha visto due uomini armeggiare al cancello di casa
ROSIGNANO. La loro bimba di tre anni e mezzo si è addormentata dopo cena, mentre loro sono rimasti davanti alla televisione per guardare un film fino alle 1.15. Poco dopo, grazie all’allarme dato dalla moglie che ancora non riusciva a prendere sonno, sono riusciti a mettere in fuga due ladri che dopo aver osservato l’auro parcheggiata all’esterno e la cassetta della posta, stavano scavalcando la recinzione della loro abitazione.
Paura, nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3 luglio, in via Buccari a Rosignano Solvay. A raccontare l’accaduto è Vittoria Lami, che insieme al marito Mirko Cesario e alla figlia abita lungo la strada nel centro del paese. «Siamo andati a letto - dice - più tardi del solito. Premetto che porte e finestre erano chiuse, semplicemente avevamo lasciato aperti i vetri della finestra di camera nostra , che è al primo piano, per far circolare un po’ d’aria». Proprio da quella finestra aperta Vittoria ha sentito rumori che l’hanno impaurita.
«Ero nel dormiveglia - racconta - e ho sentito un rumore sordo, come se avessero picchiato contro il cancello o contro l’auto che era parcheggiata all’esterno del giardino, sulla strada». La donna si è spaventata e ha subito svegliato il marito. «Lui si è alzato - prosegue - e senza fare alcun rumore si è avvicinato alla finestra di camera. Dalle persiane ha visto chiaramente due ragazzi: erano intorno alla nostra auto, hanno guardato all’interno e poi si sono avvicinati alla cassetta della posta come se volessero leggere i nomi. Non ha visto le loro facce, anche perché ambedue avevano un cappello bianco, ma ha sentito che parlavano stranieri, probabilmente una lingua dell’Est».
A quel punto i ladri sono entrati in azione. «Uno si è appoggiato al muro esterno e guardava la strada - dice Vittoria - come volesse fare da palo, e l’altro ha cominciato a muovere il cancello e poi ha provato a scavalcare la recinzione. Mio marito a quel punto ha aperto le persiane e ha cominciato a urlare dicendo cosa stessero facendo». I due se ne sono andati, diretti verso monte, mentre la coppia ha chiamato i carabinieri che sono arrivati in via Buccari e hanno perlustrato la zona. «Sono rimasta suggestionata - termina la donna - anche dal fatto che quando sono stati scoperti non sono fuggiti a corsa, ma camminando come se quello che stavano facendo fosse una cosa normale».
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