Il Tirreno

Impariamo la lezione del Covid bisogna dare fiato all’ospedale

MASsimo Schirru ; Consigliere Ordine Infermieri Livorno già Direttore Servizi Infermieristici Ospedale Cecina

Trasferire alcune attività, soprattutto quelle amministrative, sarebbe la premessa per ottimizzare i servizi ed essere pronti per le emergenze 

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L’INTERVENTO

MASsimo Schirru

Già ai suoi tempi la decisione di trasferire i servizi di via Savonarola in Ospedale fu digerita “obtorto collo” poiché l’ospedale, già con un vissuto tortuoso alle spalle, si ritrovava così con spazi ridotti e non sempre sufficienti ad un ottimale distribuzione dei servizi sanitari.

Gli ospedali, quando nascono, si ritrovano spesso ad essere superati perché tra il momento del progetto e la fine della costruzione passano anni e intanto si modificano i bisogni di salute e le organizzazioni sanitarie, figuriamoci quando oltretutto se ne comprimono ulteriormente gli spazi.

Già prima dell’epidemia Covid-19 l’ospedale era in sofferenza. E non si tratta soltanto della necessità di ampliare e sistematizzare i servizi esistenti, quali ad esempio il Pronto Soccorso. Si pensi alla necessità di pianificare eventuali emergenze nel periodo influenzale, cosa che la Regione Toscana ha messo sapientemente in atto negli anni passati. Se la possibilità di reclutare personale veniva in qualche molto risolta il problema è sempre stato quello di reperire camere attrezzate e letti a disposizione per eventuali ricoveri in eccedenza. E i piani per affrontare eventuali possibili emergenze con accessi numerosi al Pronto Soccorso e i relativi percorsi sanitari?

L’emergenza Coronavirus ha fatto scoperchiare una pentola già compressa con difficoltà. Le criticità esistenti si sono automaticamente moltiplicate e dobbiamo solo ringraziare l’impegno generoso e straordinario di tutto il personale sanitario se il sistema ha retto. Ma le emergenze e tragedie servono anche a questo: ad insegnare come organizzarci per eventuali problematiche future, ad evitare le difficoltà occorse.

La proposta del sindaco Lippi è pertanto non soltanto pertinente, ma soprattutto possiede una saggia preoccupazione e una visione sul futuro. Non si capisce la posizione critica dell’attuale presidente della Società della salute se non in una logica, contorta, di politburo ancor più che da Centralismo democratico, attento alle forme e ai rapporti politici interni che non alla sostanza delle proposte. Bene ha fatto il sindaco Lippi a lanciare sul piatto della discussione la proposta di ritrasferire alcune attività amministrative e ambulatoriale al Centro di via Savonarola, abbandonato e non facilmente vendibile. Quando doveva farlo? A settembre, magari a ridosso di altre emergenze?

Trasferire alcune delle attività, soprattutto amministrative, in via Savonarola come in qualsiasi altra struttura territoriale darebbe fiato all’Ospedale e metterebbe le premesse sia per un’ottimizzazione dei servizi e dei percorsi sanitari esistenti, sia per affrontare altre possibili emergenze future.









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