Il Tirreno

Da 30 sportelli del Fiorino al borgo, i pittori preparano l'itinerario dei volti da pandemia di Tonelli

Federica Lessi
Il pittore Stefano Tonelli accanto ad uno dei suoi volti (foto Michele Falorni/Silvi)
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Il pittore Stefano Tonelli accanto ad uno dei suoi volti (foto Michele Falorni/Silvi)

Servirà del tempo per vedere "il rosso sorriso" dipinto su ogni volto, ma il progetto infonde nuova linfa alle relazioni della comunità

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MONTESCUDAIO. Sembra un itinerario spirituale, che si dispiega tra le vie dal borgo. Volti assorti e sognanti che guardano i passanti, dipinti sugli sportelli di luce, acqua a gas. I "Volti in attesa di un sorriso" di Stefano Tonelli sono testimoni silenziosi di questo periodo post quarantena, ancora carico di timori e punteggiato di distanze. Passeggiando tra le vie del paese collinare si possono già ammirare un centinaio i dipinti realizzati dall'artista sugli sportelli delle utenze. Si snodano per le strade principali - via della Madonna, via del Castello - e popolano gli angoli di vie curve e suggestive, si scoprono negli scorci pittoreschi, nei passaggi in penombra. Accompagnano i visitatori come icone della pandemia, con la loro tensione verso un futuro migliore, in attesa di quel sorriso che il pittore traccerà su ognuno a emergenza finita. Tonelli ha dipinto prima una trentina di sportelli al Fiorino, il quartiere più giovane ai piedi di Montescudaio, poi si è concentrato sull'abitato collinare, trasformato in un'esposizione a cielo aperto.

«L'idea del progetto mi ha raggiunto durante la quarantena proprio qui, sotto l'arco del Corsini - racconta - le sere dei mesi scorsi ero solito uscire a passeggiare con il cane in un paese deserto e surreale. Sotto l'arco, dove incontravo di solito questo amico seduto sulla panchina, mi è caduto l'occhio sullo sportello. Da lì ho iniziato a pensare e a notare i tanti sportelli, piccoli e grandi, più antichi e recenti, fino a elaborare il progetto». Quel primo sportello ora è sorvegliato da un volto d'angelo, come gli altri, che scandiscono le vie. Alcuni sembrano guardare i visitatori. Altri hanno due paia di occhi, come fossero sdoppiati tra la realtà alienata della pandemia e il desiderio di ricongiungersi ai propri cari. I volti compongono l'itinerario silenzioso e discreto di una mostra permanente dell'artista nel suo paese natale. Il progetto supportato dal Comune sta alimentando il senso di appartenenza della comunità, che si riconosce nell'opera e partecipa alla realizzazione.

È il caso di un gruppo di giovani - Nicolò Lotti, Demo Castellani, Cecilia Bertini e Jains Selmi - che si occupano di tingere di bianco gli sportelli perchè l'artista li dipinga. «Siamo una squadra - afferma Tonelli - con il cellulare fotografo gli sportelli che mi sembrano adatti, loro li dipingono di bianco e quando è asciutto vado a disegnare le mie figure». Servirà del tempo per vedere "il rosso sorriso" dipinto su ogni volto, ma il progetto di Tonelli ha già iniziato a infondere nuova linfa alle relazioni della comunità.

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di Redazione web