Il dolore
Sputi, offese e violenza sull’ex compagna: finisce in carcere un 41enne di Solvay
A far scattare le indagini è stata la denuncia della donna ai carabinieri di Cecina
ROSIGNANO. Appostamenti, offese, sputi in faccia, schiaffi e spintoni. E in alcune circostanze, prima di questi maltrattamenti, avrebbe assunto cocaina. Protagonista di questa storia di violenza un solvaino di 41 anni, che per diversi mesi si sarebbe accanito nei confronti dell’ex compagna. L’uomo, in seguito alle indagini portate avanti dai carabinieri di Cecina, è stato arrestato e recluso nel carcere delle Sughere a Livorno: non pubblichiamo le sue generalità per non rendere riconoscibile le vittima. Il 41enne è accusato di maltrattamenti, atti persecutori, sequestro di persona e violenza sessuale ai danni di quella che all’epoca dei fatti era la sua compagna. A far scattare l’inchiesta è stata la denuncia della donna, che ha trovato il coraggio di ribellarsi alla violenza dell’ex e a raccontare i soprusi. In un’occasione, l’uomo sarebbe arrivato anche a versarle una bottiglia di vino addosso, per poi strapparle i vestiti, alzarla di peso e buttarla sul letto. Solo le sue suppliche lo avrebbero fatto desistere dallo stupro.
C’era il rischio che l’uomo potesse reiterare i reati di cui è accusato - considerati i ripetuti episodi di violenza - ed è per questo che, ritenendo presenti gravi indizi di colpevolezza, il giudice per le indagini preliminari Antonio del Forno ha disposto la custodia cautelare nel carcere di Livorno, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Niccolò Volpe arrivata dopo le indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Cecina guidati dal capitano Christian Bottacci. I fatti, per cui la compagna dell’indagato ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Cecina, iniziano nel 2019, poco dopo la fine della convivenza della coppia. Un uomo aggressivo, complice anche l’uso di cocaina, geloso e maniaco del controllo. Così la donna descrive l’ex compagno, che durante la convivenza le avrebbe controllato telefono e social network, oltre ad offenderla e sminuirla costantemente, tirando in ballo anche i suoi familiari. Poi sarebbero iniziate le minacce, comprese quelle di morte, e le violenze fisiche, con spintoni, schiaffi e trascinamenti.
Dopo che la donna ha rotto per la prima volta la relazione arriva l’inizio della persecuzione, con telefonate minatorie, appostamenti e pedinamenti. Il tutto alternato a tentativi di riappacificazione e promesse di cambiamenti. Dopo vari tira e molla, la donna decide di chiudere definitivamente il rapporto. Ma il 41enne non si rassegna: prima avrebbe cercato di entrare nella casa di lei, poi le avrebbe danneggiato l’auto. In un’occasione le avrebbe impedito di andarsene da casa sua, trattenendola e strappandole i vestiti di dosso, non arrivando, forse per le suppliche di lei, allo stupro. Qualche mese più tardi, un fatto simile, con epilogo diverso. La donna non aveva abbastanza forza per opporre la sufficiente resistenza.
La donna non ha denunciato subito l’ex compagno. Inizialmente, pur rivolgendosi ai carabinieri, aveva deciso di lasciar perdere. Ma ad un certo punto, dopo l’ultima violenza, quella più grave, ha preso quella decisione. Da lì sono iniziate le indagini dei carabineiri. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto che il carattere dell’uomo, accentuato dall’utilizzo i droghe, renda difficile pensare che possa rispettare i domiciliari. Ha dunque disposto la custodia cautelare in carcere. Adesso il 41enne di Rosignano Solvay si trova in manette a Livorno.
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