La manifestazione
Il Consiglio di Stato blocca il percorso per il rigassificatore
Respinto il ricorso di Edison a cui viene eventualmente chiesta una nuova Valutazione di impatto ambientale
ROSIGNANO
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso avanzato da Edison verso la sentenza emessa dal Tar del Lazio. Ha quindi accolto le obiezioni, sul progetto di realizzare un rigassificatore a Rosignano Solvay, avanzate dal Comune di Rosignano e dal Comitato No al rigassificatore. In sintesi il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza di primo grado che chiedeva, per la nuova variante al progetto, la Valutazione di impatto ambientale. Alla base della sentenza la “delocalizzazione del terminale di etilene differita nel tempo” e il fatto che siano passati ben più di cinque anni dal primo rilascio di Via (riferito al primo progetto). Una storia, quella del rigassificatore, che è andata avanti per oltre 15 anni. «Accogliamo con soddisfazione questa sentenza - dichiara il sindaco Daniele Donati - l’amministrazione si è mossa nell’interesse del territorio rispetto ad un progetto che nei fatti è superato. Inoltre l’ultima Variante andava ad aggravare i rischi e doveva quantomeno passare dalla Via. A questo punto la vicenda dovrebbe essere definitivamente chiusa». Soddisfazione è stata espressa dal Comitato No al Rigassificatore: «Con questo pronunciamento del Consiglio di Stato la partita del rigassificatore è chiusa - scrivono in una nota - la Edison, per continuare a procedere sulla strada della costruzione di un rigassificatore, dovrebbe elaborare e presentare un nuovo progetto e seguire tutte le procedure, Via compresa. Secondo il Comitato si tratta di «una grande vittoria che abbiamo saputo conquistare con pervicacia, con competenze proprie e con l’aiuto morale ed economico di tanti cittadini e imprenditori che hanno creduto e sostenuto l’azione del Comitato». Comitato che ringrazia l’avvocato Claudio Tamburini «che ha seguito e sostenuto l’azione legale, il Wwf Italia e il Forum per l’Ambiente che ci hanno rappresentati nell’azione legale». Un ringraziamento va anche al Comune che «ha intrapreso per proprio conto, ma anche grazie alla spinta della presa di coscienza sollecitata dal Comitato, una azione legale di opposizione». Una storia lunga, Nel 2005 Edison presenta una progetto di variante che prevede, rispetto ad un altro progetto precedente, lo spostamento del terminale di etilene all’interno del perimetro industriale con bonifica dell’area costiera. Progetto che supera la Valutazione di Impatto Ambientale. Poi la variante del 2015 dove il trasferimento del terminale era stato posticipato nei tempi e la richiesta di Edison di non sottoporre il nuovo progetto a Via ritenendo valida la prima. Da qui la richiesta di Via da parte di Comune e Comitato, la prima sentenza del Tar del Lazio che accoglie le istanze e, ora, la sentenza del Consiglio di Stato che le conferma. —
a.b.
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