Il Tirreno

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Maturità, i ragazzi delle superiori: «Che emozione tornare dentro la scuola»

Anna Cecchini e Michele Falorni
Un gruppo di giovani davanti al liceo Fermi di Cecina
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Un gruppo di giovani davanti al liceo Fermi di Cecina

Gli studenti di Cecina e Rosignano sull’esame di Stato: «Colloquio articolato, bene averlo fatto dal vivo»

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CECINA. Questa strana Maturità 2020 segnata dal coronavirus inizia prima delle 8.30 di ieri, quando davanti al liceo Fermi di via Napoli a Cecina arrivano i primi due candidati. Anche a Rosignano la macchina dell’Istituto Mattei parte presto: alle 7.30 i volontari della Croce Rossa sono già davanti al cancello, con in mano la lista dei nomi di professori e studenti che possono far entrare. Perché le scuole superiori, così come vogliono le normative per evitare il contagio del coronavirus, sono blindate. In classe la commissione riunita a cerchio e nel mezzo lo studente. Come pubblico una sola persona, che poi è indispensabile in qualità di testimone. Un primo giorno di esami di Stato che, a Cecina e Rosignano, è filato liscio.

Qui cecina.. I primi due studenti del Fermi ad affrontare la Maturità sono Letizia Baluganti, quinta al classico, e Leonardo Gazzarri, quinta C allo scientifico. Al contrario degli altri anni, è aperta anche la sede centrale oltre a quella di via Ambrogi come prevedono le nuove disposizioni. All’ingresso, ci sono i volontari della Croce Rossa di Rosignano e due corridoi separati. Il personale indossa le mascherine e i professori, dato il buongiorno, firmano i documenti e salgono nelle aule dove si svolgeranno le prove, solo orali. Senza gli scritti di italiano, lingua e matematica è davvero un esame di Stato diverso. «E’ andata bene – racconta Letizia – perché appena mi sono seduta ho visto i miei insegnanti sereni. Ho iniziato dalla mia tesina, consegnata nei giorni scorsi, in cui affrontavo il tema dell’amicizia approfondendo vari aspetti, a partire da quanto non siamo tutti uguali e dalle differenze tra il passato e il presente. Il punto di partenza è stata anche la relazione tra amore ed egoismo, che ho spiegato ai professori che mi hanno seguito negli anni e al presidente esterno. Sono ansiosa per natura, ma loro mi hanno dato tranquillità. Esco soddisfatta e penso al futuro, a iscrivermi all’università, facoltà di biotecnologia o biologia a Pisa».

Dal classico allo scientifico il passo è breve, perché gli studenti frequentano lo stesso istituto. Solo la pandemia li ha separati e costretti a rispettare le nuove disposizioni. «Avevo un elaborato di matematica e fisica – dice Gazzarri – riguardante la teoria della relatività ristretta formulata da Albert Einstein. L’ho esposta e poi ho commentato, su richiesta dei miei insegnanti, Rosso Malpelo, la novella di Giovanni Verga, collegandomi alle altre materie studiate. Quindi, l’arte con la statua Amore e Psiche di Antonio Canova e il Neoclassicismo, cittadinanza e costituzione, alternanza tra scuola e lavoro». Leonardo è arrivato insieme a un gruppo di amici, che fuori dal liceo lo hanno incoraggiato fino a quando è stato chiamato. Un modo simpatico per affrontare e chiudere uno dei capitoli più interessanti e ricchi di spunti dell’intero percorso scolastico. “Ho finito, sono contento di avere iniziato per primo – conclude – e ora mi riposo. La commissione era tranquilla e io mi sono sentito subito a mio agio. Sì, continuerò a studiare, credo ingegneria a Pisa. Ci penserò meglio nelle prossime settimane».

Qui rosignano. Silenzio assoluto all’esterno della sede centrale dell’istituto Mattei di Rosignano Solvay, dove ieri mattina sono partiti gli esami di quinta per i ragazzi di Iti, Liceo delle scienze applicate, Ipsia e Istituto alberghiero. Davanti al cancello due volontari della Croce Rossa che hanno gestito ingressi e uscite, sempre scaglionati per evitare di creare qualcunque tipo di assembramento.

Dagli occhi degli studenti che hanno appena terminato l’esame trapela la gioia di aver concluso un percorso di studi, ma anche tanta emozione per aver incontrato i professori, dopo mesi di video lezioni. Lo conferma Andrea Palazzolo (5ª Liceo delle scienze applicate) che spiega «è stato strano, perché li ho rivisti ma eravamo distanti e con le mascherine. Però sono contento di aver potuto fare l’esame dal vivo e non davanti al computer». Stessa impressione per Alessio Baldanzi (5ª A eno all’Alberghiero): «Vedersi dal vivo mi ha dato emozione. Ho incentrato il mio elaborato sull’obesità, creando anche un menù specifico. Poi ho parlato di Montale, arrivando poi al Fascismo». Anche la sua compagna di classe Erniselda Zorva, ammette il forte impatto emotivo dell’esame di Stato dopo due mesi di didattica a distanza. Lei, come testimone durante la discussione, ha scelto di avere un professore, Andrea Bellandi: «È l’unico che riesce a farmi stare calma. Ho esposto il mio elaborato sulla dieta dello sportivo, e poi ho parlato dei prodotti Dop, ma anche di pascoli e di marketing».

Racconta di aver sentito la pressione soltanto per i primi minuti Samuele Capecchi (5ª A Iti, elettronica): «I prof sono sereni e mi sembra che ci mettano a nostro agio. Partendo dal progetto di un nastro trasportatore, ho poi spiegato il testo di italiano “Se questo è un uomo” di Primo Levi” e poi ho affrontato lo studio di funzioni. Il futuro? Devo decidere se iscrivermi a informatica io a ingegneria informatica». Sollevato per aver affrontato l’esame Tommaso Morelli (5ª B Liceo delle scienze applicate): «Dopo tutti questi mesi, avere un colloquio dal vivo con i professori è sicuramente meglio che per via telematica. In estate deciderò se iscrivermi a Economia in inglese o a Scienze del servizi sociale».

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di Redazione web