Toscana
Bibite in vetro vietate, i titolari del bar al bocciodromo: «Questa ordinanza non serve e fa danni»
Il sindaco ha firmato un'ordinanza che limita la vendita e la somministrazione per l'asporto di alimenti e bevande in contenitori di vetro
CECINA. Il sindaco Samuele Lippi, nei giorni scorsi, ha firmato un'ordinanza che limita la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande in contenitori di vetro da parte dei pubblici esercizi e dei circoli privati su tutto il territorio comunale, in area pubblica o privata. Un provvedimento che dura 30 giorni con la deroga che tale divieto non è valido se la vendita e la somministrazione e la consumazione avvenga in un bicchiere all'interno o negli spazi esterni del locale. Sebbene sia limitata ad un mese questa ordinanza ha provocato reazioni. Come quella dei titolari del bar del Bocciodromo di via Corsini che la ritengono inutile e anzi penalizzante. Il giorno successivo all'emanazione del provvedimento, sulla pagina FB del bar, è stato scritto - solo per fare un esempio, "1 bottiglia di Aperol, 6 bottiglie di vino, circa 30 birre da 33 cl, 5 birre da 66 cl, non ricordo quante bibite in bottiglietta. Signor Sindaco che faccio segno?».
A spiegare perché questo provvedimento "fa danni solo alle attività di pubblici esercizi" è Andrea De Marco, marito di una delle titolari. «Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso, misure che cercando di dare un sostegno ad un settore penalizzato dallo stop per l'epidemia. Invece arriva questa misura proprio nei giorni in cui i locali riaprono». La scelta è stata fatta per "garantire sia la tranquillità ed il riposo dei residenti, sia la tutela dell'ambiente e della vivibilità del contesto urbano, spesso interessato dall'abbandono di rifiuti». In realtà, sostiene De Marco, fa "solo danni ad attività come la nostra, il bar di un circolo, che ha una clientela variegata". Senza contare che "vietare la vendita di bottiglie in vetro non serve a nulla se poi si possono acquistare senza problemi in un qualsiasi supermercato».
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