I 100 anni di Alberto Sordi dimenticati a Castiglioncello la sua seconda patria
Ieri il “compleanno” del grande attore che a lungo ha trascorso le sue vacanze a Villa Corcos e a cui è dedicato il lungomare
il ricordo
maria meini
Avrebbe compiuto 100 anni ieri. 15 giugno: il compleanno dell’Albertone nazionale. Mimica insuperabile dell’italiano medio, Alberto Sordi ne ha incarnato sul grande schermo pregi e difetti, declinati senza pietà in film memorabili. Un grande attore che ha legato il suo nome a Castiglioncello, come tanti altri big degli anni Sessanta, quando la Perla del Tirreno era la patria dei cinematografari capitanati dalla sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico: Sordi, Mastroianni, Gassman, Panelli, Bice Valori, Risi, Monicelli, Visconti, Silvana Mangano... Il lungomare di Castiglioncello è intitolato a Sordi, così come di Mastroianni porta il nome la piazzetta in fondo a via Fucini. A Castiglioncello è nata l’Accademia della Commedia all’italiana, fino allo scorso anno la Perla ha ospitato un festival cinematografico e un premio di sceneggiatura dedicato alla grande Suso. Eppure ieri, qui nessuno ha ricordato il centenario dell’Albertone. Ne hanno parlato tutte le televisioni e i giornali, vengono trasmessi i suoi film a ripetizione e ci sono trasmissioni speciali, ma nella sua patria affettiva nessuna commemorazione, nessun ricordo ufficiale. Una distrazione in tempo di Covid, concediamolo. Ma ci auguriamo che questa memoria, così importante per il comune di Rosignano, non sia sopita. Che venga, anche se in ritardo, recuperata dall’amministrazione, perché se lo merita questo territorio, che ha nel Dna una rara confidenza con la Storia del cinema; e se lo merita Sordi, che è stato sempre uno alla mano. Non la star irraggiungibile, ma davvero un alter ego del suo pubblico.
Raccontavano i vecchi colleghi del Tirreno di Cecina che un giorno squillò il telefono in redazione. Erano gli anni Ottanta, gli ultimi tempi in cui Sordi trascorreva le sue vacanze nella villa di Castiglioncello. Poi, dopo la morte del fratello, le sue presenze si erano rarefatte fino alla messa in vendita della bellissima ex Villa Corcos. «So’ Sordi, m’avete cercato?», «Sì ciao...» rispose il collega, buttando giù la cornetta senza troppi complimenti. Non ci credeva. Eppure era proprio lui: il grande attore aveva richiamato il cronista che lo aveva contattato per chiedergli un’intervista.
E nonostante la pessima accoglienza, richiamò per la seconda volta. «Ahò, so’ Sordi...» e giù la sua inconfondibile risata. Quella che risuonava al Tennis club, durante le serate coi fratelli d’Inzeo e le gemelle Kessler, ai bordi del Fazzoletto, mitico locale della pineta Marradi antesignano del Ciucheba. Una memoria che non deve andare perduta. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
