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Rimandata l’apertura della piscina comunale di Cecina: «Si va a fine estate»
Gianluca Valeri (Virtus): «Non vale la pena partire ora i costi sono alti e le regole eccessivamente stringenti»
CECINA. «È impossibile ripartire a giugno. Speriamo di riuscirci a fine agosto, massimo a inizio settembre». Gianluca Valeri è il presidente di Virtus Buonconvento, l’associazione che gestisce la piscina comunale di via Aldo Moro. «Abbiamo provato, insieme al Comune, a trovare una soluzione - prosegue Valeri - ma non ci siamo riusciti. La piscina è un qualcosa di molto costoso da gestire. Non abbiamo aiuti e se viene eccessivamente limitato il numero degli utenti non riusciamo, in alcun modo, a rientrare nelle spese». Dopo lo stop della piscina alla Mazzanta, comunicato qualche tempo fa dal Comune di Rosignano, rimane ufficialmente ferma anche quella di Cecina. Almeno per qualche mese.
«In questo periodo dell’anno il numero di persone che utilizza la piscina è già ridotto di per sé - spiega il presidente della Virtus - figuriamoci col coronavirus e con tutte le regole che bisogna rispettare. Uno dei grossi problemi che abbiamo dovuto affrontare è stato quello degli spogliatoi, che sono piccoli. Le docce poi sono in una sala comune, i phon uguale, le cabine spogliatoio sono poche. Insomma, a questo punto la nostra idea generale sarebbe quella di riaprire in grande stile alla fine di agosto, massimo a settembre, sperando in regole più morbide». Il lockdown e l’immediato post-lockdown è costato parecchio alla Virtus Buonconvento che, oltre alla struttura di via Aldo Moro, gestisce altre 13 piscine sparse per la regione e anche oltre.
«Quando abbiamo chiuso, dopo l’ordinanza di marzo, abbiamo lasciato la piscina funzionante, perché una volta spento tutto riattivarlo è complesso. Speravamo di poter riaprire nell’arco di poco, invece...Invece abbiamo buttato via quasi un milione di euro di fatturato in due mesi - spiega Valeri - Tra collaboratori e dipendenti, diamo lavoro a circa 300 persone. Proviamo a riaprire le piscine estive e a mandare avanti le attività all’aperto, con la speranza di ripartire il prima possibile a pieno regime. Non possiamo far altro che provare».
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