Sicurezza
Test sierologici gratis per l’indagine Istat «Ma in tanti rifiutano»
Scarsa adesione dei sorteggiati per lo studio epidemiologico La Croce Rossa effettua i prelievi: «Ne abbiamo fatti 26»
donoratico
L’obiettivo sarebbe stato quello di effettuare una sessantina di prelievi per i test sierologici. «Ma per adesso ne abbiamo fatti solo 26», spiega Italo Barsacchi presidente della Croce Rossa di Donoratico, comitato che sta partecipando all’indagine condotta da ministero della Salute e Istat.
Funziona così: alcuni cittadini vengono sorteggiati, chiamati e invitati ad effettuare il test sierologico, che per l’utente è gratuito, nei laboratori della Croce Rossa. I campioni vengono poi inviati negli ospedali di riferimento per le analisi. Lo scopo dell’indagine, che coinvolge duemila Comuni in tutta Italia, è quello di mappare la situazione epidemiologica del nostro Paese.
Nel territorio comunale di Castagneto Carducci pare che la cosa non stia decollando. «Molti di quelli che sono stati selezionati da Istat e Ministero non rispondono al telefono - spiega Barsacchi - e molti rifiutano, per i motivi più vari. Ci sono d’altra parte persone esterne che chiedono di fare il test sierologico, ma noi possiamo effettuare il prelievo solo a chi è stato sorteggiato». Una volta fatti i test, la Croce Rossa trasporta i campioni all’ospedale Cisanello di Pisa. L’associazione non viene informata dei risultati, perché si limita a mettere a disposizione il suo laboratorio.
L’indagine ha preso il via il 25 maggio. «Avremmo dovuto organizzare due o tre giorni di prelievi a settimana, ma l’affluenza è stata bassa - dice Barsacchi - Speriamo che vada meglio sabato. Poi valuteremo come proseguire. Inizialmente è uscita una pubblicità negativa». C’è ad esempio chi ha detto di non rispondere al numero di telefono da cui vengono contattati i cittadini selezionati, perché sarebbe una truffa.
«In realtà il numero che inizia con 065510 è quello con cui i nostri volontari contattano i selezionati per farli partecipare a una breve intervista e poi al prelievo. Quindi non c’è alcun motivo per non rispondere». —
c.g.
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