La protesta
«Ambulatori e visite fuori dall’ospedale riaprire la struttura in via Savonarola»
Il Comune ha fatto richiesta a Usl e Società della salute, Lippi: «L’emergenza Covid ha evidenziato questa necessità»
CECINA
Una Casa della salute fuori dall’ospedale, dove poter riunire tutti i servizi socio-sanitari non strettamente legati ad attività sanitarie di emergenza o ricoveri. Questa la richiesta che il Comune di Cecina ha già presentato all’azienda sanitaria Usl Toscana nord-ovest e alla Società della salute. E l’immobile su cui l’amministrazione ha messo gli occhi è chiaramente l’ex distretto sanitario di via Savonarola, dismesso definitivamente tre anni fa con il trasferimento degli ultimi servizi amministrativi all’interno dell’ospedale.
In pratica, stando all’ipotesi che il Comune ha fatto presente all’Usl, si tratterebbe di organizzare una sorta di ritorno al passato. Fino a una decina di anni fa, infatti, il complesso di via Savonarola era utilizzato per le attività sanitarie territoriali e riuniva la quasi totalità degli uffici dell’azienda sanitaria. Ma perché il Comune ha proposto questa marcia indietro nell’organizzazione delle attività sanitarie?
«Durante la fase acuta dell’emergenza Covid-19 - spiega il sindaco Samuele Lippi - è stato evidente che all’interno dell’ospedale mancano spazi. Penso al pronto soccorso, ma anche alle attività dei laboratori e della dialisi. C’è anche carenza di locali per una corretta gestione delle attività ambulatoriali. Durante l’emergenza le attività ambulatoriali sono state sospese per evitare contatti, ci siamo resi conto che l’accesso all’ospedale è prezioso. Meglio separare le varie attività sanitarie».
Concorda l’assessore alla sanità Danilo Zuccherelli, che sottolinea come la divisione tra ospedale e attività sanitarie territoriali sia fondamentale principalmente per ragioni di salute pubblica. «L’evento legato all’epidemia da Covid-19 - spiega - ci ha insegnato che è meglio separare le acuzie, ossia l’attività di pronto soccorso ed i ricoveri, dalle altre attività sanitarie programmabili». Una separazione che Lippi e Zuccherelli intendono fisica. «L’ospedale si utilizza per le emergenze e per la degenza nei reparti - prosegue Zuccherelli -, mentre le altre cose, penso a medicina territoriale, visite ambulatoriali, servizio di prevenzione, è meglio organizzarle fuori, in un altro immobile». Lippi sottolinea inoltre che «l’ospedale è stato riempito di personale amministrativo». Da qui la richiesta avanzata all’Usl e alla Società della salute di riutilizzare via Savonarola per medicina territoriale, attività ambulatoriali e servizi di igiene e prevenzione, spostandoci anche amministrativi.
«Rispetto alla tendenza degli ultimi 30 anni - termina l’assessore - di accentrare le attività sanitarie, questa emergenza fa capire che è meglio separare meglio separare. Abbiamo chiesto alla Usl di ripensare all’alienazione dell’edificio di via Savonarola, dando la massima disponibilità per il disbrigo della parte burocratica. Chiaro che essendo l’edificio chiuso da anni, l’azienda dovrà fare verifiche a tutti gli impianti». —
anna cecchini
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