Il Tirreno

verso l'estate

Agriturismi: così il tocco amaro della crisi rende i colli ancor più silenziosi

Claudia Guarino
Andrea Farabollini, Simone De Santis, Rosa Maria Bianco, Eleonora Del Ghianda, Ilaria Filucchi
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Andrea Farabollini, Simone De Santis, Rosa Maria Bianco, Eleonora Del Ghianda, Ilaria Filucchi

I casolari sono vuoti e ai titolari non resta che sperare in una ripresa: «Il virus ha spazzato via le prenotazioni. E questo sembrava l’anno della svolta...»

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ROSIGNANO. Casolari immersi nel verde, spesso con piscina e di solito nell’immediato entroterra. Con appartamenti isolati e camere isolate. Strutture ricettive, società e imprese. Ma mattoni e piscine nascondono vite. E, in questo caso particolare, celano le storie di chi ha scommesso sulla propria impresa immersa nel verde. Gli agriturismi del territorio non se la passano bene. E la posizione isolata, nonostante il periodo storico, sembra che non sia in grado di attirare villeggianti. Almeno per adesso.

L’agriturismo “Pane e vino” di Rosignano, ad esempio, ha 24 posti letto suddivisi in otto appartamenti e «quattro prenotazioni per tutta l’estate - dice Dino Giusti, titolare - Due le abbiamo conservate da gennaio, ma solo perché avevano prenotato per agosto. Credo di aver perso circa 40mila euro». Di una cosa del genere, davvero non ha memoria nessuno. «Quest’anno vivremo di espedienti - sottolinea Giusti - il prossimo si vedrà». La sua è la storia di tanti imprenditori: simili ma diverse. Perché ognuno ha la propria identità e il proprio sentire, che accetta, come in questo caso, di condividere con Il Tirreno. Andrea Farabollini, ad esempio, gestisce l’agriturismo Il Giogo. Struttura al completo prima del lockdown, adesso si trova a zero.

«Per adesso non ho aperto - dice il titolare - perché non c’è nessuno che vuol venire. Vogliamo aprire, ma purtroppo siamo fermi. E pensare che questo sembrava l’anno della riscossa. Invece....». Invece, per dirne una, bisogna restituire le caparre a chi ha disdetto la camera. «Aperti siamo aperti - racconta Anna Cantini, podere Orzalesi - Ma giusto per stare aperti, perché non c’è nessuno». Il dramma è che a scegliere gli agriturismi sono soprattutto turisti stranieri, che per adesso si sono dileguati. «Ora come ora è tutto molto lento - conferma Simone De Santis, agriturismo e agricampeggio De Santis - hanno disdetto tutti. Qualcuno telefona per chiedere informazioni, ma solo per le piazzole». «Purtroppo la gente è traumatizzata - spiega Sara Filucchi, agriturismo Alberelli - speriamo in settembre».

La speranza rimane. C’è chi ripara la piscina in attesa di tempi migliori e chi sanifica tutto, augurandosi che qualcosa cambi. Nel raccontare le loro storie e nel condividere un fazzoletto della propria vita, i gestori non riescono a nascondere il dispiacere e l’amarezza di vedere in fumo entrate e prospettive. In tutto questo c’è anche chi ha avuto più fortuna. È il caso di Gabriele Neri, agriturismo Pian dei Lupi. «Avevo già deciso in tempi non sospetti di saltare questa stagione estiva - dice - perché ho un nuovo progetto in mente e mi sto occupando di fare alcuni lavori di ristrutturazione.

Vorrei cioè distaccare l’azienda agricola dall’agriturismo vero e proprio e creare degli spazi per seminari. In questo modo vorrei poter lavorare anche d’inverno, perché normalmente l’agriturismo funziona solo d’estate. Visto ciò che è successo, posso ritenermi fortunato ad aver fatto questa scelta adesso. Perché, sentendo i colleghi, mi rendo conto che la situazione è disastrosa». Agli altri non resta che aspettare. Ascoltando il silenzio della natura in cui sono immersi i loro casolari, pronti a ripartire, non appena questo sarà possibile. E determinati nel voler riprendere. Forse non a pieno ritmo, forse non subito. Ma la volontà è tanta. «Devo ancora decidere quando aprire - dice Rosa Maria Bianco, Le Biricoccole - Intanto ho concentrato tutte le prenotazioni a luglio e ad agosto. Vediamo che succede e speriamo che vada tutto bene».

Chi è fiduciosa nel futuro è Eleonora Del Ghianda, titolare dell'agriturismo Le Pescine. «Certamente abbiamo avuto tante disdette da parte degli stranieri - dice - Ed è altrettanto chiaro che questa sarà una stagione in perdita. Ma voglio essere ottimista, soprattutto in vista della riapertura delle Regioni (di oggi ndr), perché noto che qualcosa si muove». Prima di prenotare, i turisti chiedono alle Pescine informazioni sulle norme che dovranno seguire, ma soprattutto «domandano se si può andare al mare - spiega Del Ghianda - E qualche prenotazione in questi giorni la abbiamo avuta. Si tratta soprattutto di persone di Prato e Firenze». La voglia di tornare alla normalità c'è ovunque, in ogni settore. Ma il ritmo è lento. La speranza è in una ripresa. «Noi abbiamo appartamenti in campagna - dice Del Ghianda - abbiamo aperto pochi giorni fa. Ripeto. Voglio essere ottimista».

Tanto lavoro fatto, tanto da fare e la speranza di tornare ad alzare la testa in fretta. Perché i costi da sostenere rimangono, nonostante i mesi di chiusura forzata. L'agriturismo San Quirico aprirà «verso metà giugno», dice la titolare, Ilaria Filucchi. «Lo scorso anno in questo periodo eravamo già in attività, ma ora abbiamo preferito aspettare». Anche perché di movimento, ora come ora, ce n'è poco. Mentre di disdette ce ne sono state. «Di solito lavoriamo tanto con gli stranieri - dice Filucchi - e speriamo di recuperare nei mesi di luglio e agosto. Nel frattempo ho dovuto restituire circa 5mila euro di caparre». Nell'agriturismo San Quirico ci sono 6 appartamenti, per un totale di 24 posti letto. «Temo che quest'anno sia compromesso - conclude la titolare dell'agriturismo - ma comunque vedremo a fine stagione».

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