Il Tirreno

I campeggi sono ancora chiusi «Le disdette arrivano fino al 50%»

anna cecchini
I campeggi sono ancora chiusi «Le disdette arrivano fino al 50%»

I titolari delle strutture di Vada: «La situazione è preoccupante, pochissime prenotazioni anche per tutto giugno»

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VADA

Se gli alberghi hanno già potuto riaprire al pubblico, i campeggi sono ancora chiusi, dato che il via libera ufficiale è arrivato soltanto ieri nel tardo pomeriggio con la delibera 60 della Regione. In più devono fare i conti con un quantitativo di disdette che come spiegano i titolari dei camping a sud di Vada oscilla fra il 30 e il 50%.

Visto l’ok all’apertura dato soltanto ieri, almeno fino ai primi di giugno i camping della zona restano chiusi.

Quanto alle disdette, i titolari delle strutture vadesi, che ogni anno accolgono decine di migliaia di turisti italiani ma sopratutto stranieri, spiegano che la situazione è molto preoccupante. «Io di solito aprivo il 25 aprile - spiegano Roberto Facchini e Marco Lelli del campeggio Campo dei Fiori - e quest’anno aprirà a metà giugno, anche se non so ancora la data. Ai clienti stagionali abituali ho mandato una lettera per spiegare che sarà applicato uno sconto per aprile, maggio e giugno. Inoltre ho previsto che chi prenota non deve dare caparra e può disdire fino a tre giorni prima, oltre a ulteriori scontistiche». Fatto sta che le disdette ci sono. «Da me siamo al 70% di chi aveva prenotato», chiude Facchini.

Non va meglio al campeggio Rada Etrusca, di Giovanni Carrara: «Noi speriamo di arrivare a lavorare almeno il 20% rispetto all’anno scorso, per pagare alcune spese, non tutte. Sappiamo già che andremo in perdita. Con sorpresa, in questi giorni che siamo più vicini all’apertura disdicono molti turisti dell’entroterra toscano. Per agevolare i clienti anche io non prevedo alcuna penale anche in caso di cancellazione all’ultimo momento».

Conferma questi timori Alberto Cagnani, del campeggio Tripesce, che spiega come «visto che di solito apro ad aprile, ho già perso un 20%. Se luglio e agosto non faccio stessi numeri di 2019 è chiaro che la perdita aumenta di tanto. Finora le prenotazioni sono state quasi tutte annullate. Quando le persone chiamano chiedono come verrà organizzato il controllo della spiaggia libera a cui si accede dai campeggi, è un problema grosso».

Andrea Storace del campeggio Molino a Fuoco spiega che «ha disdetto il 70% degli stranieri e il 30% degli italiani che avevano prenotato. Durante il lockdown abbiamo lavorato da casa per rendere le caparre. Ad ora anche per il mese di giugno non c’è grosso interesse. E i clienti italiani che chiamano chiedono dettagli sull’organizzazione igienico-sanitaria, spieghiamo a tutti che le pulizie, già frequenti, verranno aumentate ed in più sono previste sanificazioni». —

anna cecchini



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