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La dirigente del Fermi: «Mai perso il contatto con i ragazzi, ma a settembre spero si torni tutti in classe»

anna cecchini
La dirigente del Fermi: «Mai perso il contatto con i ragazzi, ma a settembre spero si torni tutti in classe»

Tania Pascucci, preside del liceo da 1296 iscritti: «Ok lezioni on line, ma il confronto diretto è fondamentale»

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CECINA. Sottolinea che la didattica a distanza è stata importante in un momento in cui altrimenti gli studenti non avrebbero potuto avere alcun contatto con la scuola, ma assicura che le lezioni in presenza sono cosa diversa. Tania Pascucci è la preside del liceo Enrico Fermi, che conta 1296 iscritti: 410 allo scientifico, 310 al linguistico, 143 al classico, 118 allo sportivo, 279 all’indirizzo scienze umane e 36 all’economico-sociale. Ragazzi che arrivano da tutta la costa a cui la scuola «già i primi giorni dopo la chiusura ha garantito lezioni a distanza».

Sempre in contatto con i ragazzi. «Siamo potuti partire subito - spiega Pascucci -, dato che avevamo infrastrutture informatiche già predisposte. Inoltre, grazie alla figura dell’animatore digitale, il lavoro di organizzazione dei corsi sulla piattaforma informatica è stato facilitato». La preside spiega che, in questi due mesi e mezzo di Dad (didattica a distanza), «la scuola non ha mai perso il contatto con gli studenti».

Forniti 50 computer.. «Nel progredire delle attività - va avanti la preside - ci siamo resi conto che alcuni ragazzi non avevano a disposizione gli strumenti adatti, così abbiamo dato alcuni tablet e poi abbiamo acquistato computer con fondi avuti in virtù dell’emergenza. Finora ne abbiamo forniti oltre 50 e continuiamo a darli agli studenti che ne hanno necessità». Pascucci spiega che organizzare lezioni a distanza per un periodo così lungo non è semplice. «I ragazzi sono stati seguiti - dice - e sollecitati dai professori a prendere parte ai corsi e ad interagire, io stessa talvolta intervengo in video durante le lezioni. Voglio ringraziare i docenti: tutta la scuola si è mossa in modo omogeneo e convinto. Significa che siamo una comunità».

Lezioni in presenza più adeguate. . La preside spiega che queste emergenza ha mostrato sì l’importanza di saper gestire le lezioni on line, ma che la presenza è irrinunciabile. «Laddove senza la Dad ci sarebbe stato il nulla - dice - ben venga questa metodologia. E noi siamo stati entusiasti di abbracciarla e quindi di acquisire tutte le competenze per svolgerla al meglio. Però la scuola risulta impoverita del suo aspetto principale ossia la socializzazione, la relazione tra docente e discente, che è imprescindibile. L’apprendimento è fatto di confronto continuo».E se Pascucci sottolinea come lei e i docenti del Fermi non vedano «l’ora di ritornare in classe, confidiamo che il nostro pensiero sia generalizzato e che quindi enti locali, Regioni e Stato agiscano per creare le condizioni per tornare a lavorare in presenza meglio di un tempo». Quanto al prossimo settembre, «aspettiamo i protocolli ministeriali. Agiremo per avere condizioni per tornare dal vivo, certo c’è da aspettare l’evolversi della situazione sanitaria».

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