Gioco
Sorrisi e occhi felici dietro le mascherine i giovani tornano al rito dell’happy hour
Al bar Portovecchio ragazzi ai tavoli: «Abbiamo avuto paura del contagio, ma adesso come è bello vedere gli amici»
Castiglioncello
«Mi è mancato vedere gli amici di una vita, ma più in generale è stato difficile rinunciare alla socialità». Matteo Bacci sorseggia il suo americano e fa su e giù tra l’interno del locale e il giardino esterno, che si affaccia sulla via Aurelia. Dietro la mascherina luccicano occhi che sprizzano gioventù, è elettrizzato all’idea di essere tornato a fare l’aperitivo con gli amici. Come lui tanti ragazzi e ragazze che dopo oltre due mesi di videochiamate e continui scambi su whatsapp si incontrano per il più tradizionale degli appuntamenti. Siamo al bar Portovecchio, locale storico di Castiglioncello che da alcuni anni, all’ora dell’aperitivo, è diventato il punto di ritrovo dei giovani. Dopo oltre due mesi di chiusura il bar, ristrutturato completamente (ne parliamo nel pezzo a lato, ndr), è tornato ad accogliere la tribù dei ragazzi. Ventenni allegri ma composti, che pur di distrarsi all’happy hour sono disposti a detergere bene le mani prima di entrare e indossare la mascherina quando siedono ai tavoli. Una movida allegra ma nessun assembramento. «Vedere le persone dal vivo è bellissimo – dice Filippo Grandi, seduto con gli amici a un tavolo esterno, dopo tanto tempo si può tornare a conversare». Con lui Andrea Mannucci che spiega come la cosa più difficile del lockdown «è stata il non poter vedere per due mesi la mia ragazza». E se Federico Simoncini scherza spiegando di aver avuto grande nostalgia «delle partite a calcetto con gli amici di sempre», i ragazzi seduti ai tavoli assicurano di non aver mai sottovalutato l’emergenza coronavirus. «Quando hanno chiuso le scuole e il campionato di calcio - dice Luciano De Trane - ho capito che era una cosa seria e soprattutto i primi giorni ho avuto paura».
Anche Giulia Picchi, che sorseggia uno spritz con le amiche, spiega di aver avuto «timore all’inizio di tutta questa storia. E credo che ci vorrà molto tempo per poter tornare a socializzare come prima». Con lei Chiara Balzini che assicura come nei due mesi di chiusura «mi è mancata tanto la socialità, e poi siccome ho sempre continuato ad andare al lavoro ho avuto paura del contagio. Adesso però non tempo di prendere un aperitivo con le persone che conosco bene, stiamo a un metro di distanza». Anche Sveva Filippi ammette che «stare sempre in casa non è stato semplice, mi sono mancati gli amici». Dello stesso parere Carolina Filipponi, che gioca a pallavolo e spiega di sentire tanto il bisogno di tornare ad allenarsi, e Irene Nobili: «Per me è stato pesante, mi è mancato il lavoro, il mio fidanzato e anche tanto il mare». —
anna cecchini
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