Il Tirreno

la proposta 

Il ristorante può apparecchiare in spiaggia concessioni speciali per la sera d’estate

Maria Meini
Il ristorante può apparecchiare in spiaggia concessioni speciali per la sera d’estate

Lippi: «È un modo per aiutare le imprese a recuperare spazi, usando aree all’aperto» . Tante richieste 

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cecina

Cenare in spiaggia a piedi nudi, col tavolo apparecchiato sulla sabbia e illuminato al chiaro di luna, sia pure alla distanza sociale di un metro, non sarà più un sogno da isola dei tropici. O da ritrovo vip. A Cecina Mare quest’estate il Comune ha deciso di “sdoganare” le spiagge libere la sera a disposizione dei locali del lungomare. Una doppia gestione dell’arenile pubblico, quella dell’estate 2020 in “fase 2”: di giorno spiaggia libera (su cui rispettare, come negli stabilimenti privati, le norme di distanziamento sociale anti-Covid); di sera dehors o dependance di bar e ristoranti che apparecchiano per l’aperitivo o per la cena. Con l’obbligo alla fine di smontare tutto e sanificare la spiaggia per la riapertura alla balneazione della mattina successiva. Una scelta che l’amministrazione comunale ha fatto per venire incontro alle esigenze degli imprenditori che, nell’applicazione delle norme di distanziamento, perdono numerosi coperti.

Tante richieste. Numerosi i gestori di ristoranti, bar, locali di Marina interessati alla proposta. «Ho scritto al Governo e alla Regione - dice il sindaco Samuele Lippi - per chiedere che sia data la possibilità agli enti locali, in quanto gestori delle spiagge libere, di gestire per l’estate l’area demaniale senza vincoli burocratici. Con iter semplificati, sia per il controllo delle spiagge libere che per il loro utilizzo, oltre l’orario di balneazione, da parte dei locali pubblici».

Appello del sindaco a Governo e Regione. Lippi ha firmato un ordine del giorno rivolto al ministro con delega al demanio marittimo Paola De Micheli, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore regionale al Governo del territorio Vincenzo Ceccarelli, ad Anci nazionale e Toscana, chiedendo loro di intervenire tempestivamente per «permettere ai Comuni di affidare con procedure semplificate servizi di sorveglianza dei tratti di spiaggia libera, inclusi i servizi di salvamento, controllo dell'applicazione delle misure di sicurezza e distanziamento sociale, anche attraverso la concessione temporanea e straordinaria di tratti di spiaggia da attrezzare con punti di riferimento lungo l'intero litorale; consentire agli operatori commerciali di utilizzare con procedure semplificate tratti di spiaggia libera, in orario serale, da allestire con arredi per la somministrazione di alimenti e bevande, così da compensare la diminuita capacità di accoglienza, favorendo gli spazi aperti ove si minimizza il rischio di contagio, con impegno anche alla manutenzione delle stesse».

I locali si preparano. C’è chi ha già presentato domanda per poter usufruire di tratti di spiaggia libera. È il caso della Capannina, bar e ristorante sul mare all’imbocco del Tombolo sud. «Visto che c’è questa opportunità abbiamo chiesto di poter usare una porzione di spiaggia davanti al locale - dice il titolare Gianluca Ceppatelli - e il corridoio lungo la scogliera davanti al bar, in modo da poter recuperare i tavoli che si perdono con la riorganizzazione degli spazi e per offrire un servizio in più ai clienti». Sei, sette tavoli da montare la sera e smontare per la mattina. Servizio diversificato tra cena tradizionale e “aperitivo” gestito dal bar con frittura e pizza.

Un tratto di spiaggia molto gettonato è quello davanti alla Terrazza dei Tirreni: sono interessati alla gestione serale sia il Wimbi di Gianni Vaccaro che il Gran Cafè di Speranza Matteo. «Penso a una apparecchiatura diversa da quella del locale - spiega Matteo - magari con stuoie, per aperitivi o menu particolari».

«L’organizzazione è da definire - dice Vaccaro - ma la proposta è molto interessante».

Una possibilità che viene utilizzata anche sulla spiaggia degli stabilimenti privati. Come ai bagni Sirena. Il gestore del ristorante, Luca Simonti, d’accordo col titolare del bagno, è già pronto per l’apparecchiatura serale in spiaggia. «È l’unico modo - dice - per recuperare gli spazi che perdiamo con il distanziamento. Ed è anche un bel servizio per i nostri clienti». —

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