Il Tirreno

nel negozio del vicolo  

«È stato un vortice di emozioni come il primo giorno di scuola»

c.g.
«È stato un vortice di emozioni come il primo giorno di scuola»

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cecina

Appena esce una cliente Francesca Di Benedetto, titolare del negozio di abbigliamento Tag di vicolo Bargilli, prende una sorta di vaporetto e pulisce il bancone. Poi passa a agli abiti toccati e ai camerini.

«I vestiti si possono provare - spiega la commerciante - E se non vengono acquistati li igienizzo. Il problema è che dopo un po’ si rovinano. Ma, d’altra parte, chi compra gli abiti ha bisogno di provarli». Insomma, il lavoro in fase 2 non è facile. Ci sono tante regole nuove da seguire, tante norme da mettere in pratica. Serve il gel, servono le mascherine, nel negozio non possono entrare troppe persone alla volta.

«È come se fosse il primo giorno di scuola», dice Di Benedetto. È così perché il lavoro è rivoluzionato e bisogna imparare a gestirlo secondo le nuove linee guida.

Ma anche perché «non sappiamo cosa ci aspetta. Di certo non sarà più come prima e per adesso il ritmo è molto lento. Ma pian piano speriamo di ripartire. Io, comunque, sono felicissima, anche perché dover stare più di due mesi chiusa in casa non è stato semplice».

Le emozioni, insomma sono tante. Le sfumature anche di più. Gioia, confusione e preoccupazione si mescolano. E spuntano negli occhi che fanno capolino oltre la mascherina protettiva. Le mani coperte dai guanti si muovono in fretta. Afferrano cose e puliscono il pulibile.

L’auspicio di Francesca Di Benedetto accomuna un po’ tutti coloro che ieri hanno tirato su le saracinesche dei locali che racchiudono parte delle loro vite. «Cerco di essere positiva - dice l’imprenditrice - E di sperare che questo sia davvero un nuovo inizio». —

c.g.

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