Il Tirreno

la testimonianza 

Il fratello della donna picchiata dalla badante: «Grazie ai carabinieri»

A sinistra il colonnello Massimiliano Sole, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno. A destra il capitano Christian Bottacci, responsabile della Compagnia di Cecina
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A sinistra il colonnello Massimiliano Sole, comandante provinciale dei carabinieri di Livorno. A destra il capitano Christian Bottacci, responsabile della Compagnia di Cecina

Cecina, il familiare entusiasta dopo l'arresto della domestica di 65 anni che accudiva la sorella: "I militari sono stati grandissimi".

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CECINA. «Voglio ringraziare la stazione dei carabinieri di Cecina e in particolare il maresciallo maggiore Gianluca Brizi e il maresciallo capo Americo Tuccini per la professionalità, per la tempestività nell’intervenire, per il sostegno psicologico e per l’aiuto fornitoci nel liberarci da questo incubo. Sono stati grandissimi».

A parlare è il fratello della donna di 51 anni insultata, picchiata e seviziata da Lidia Barbara Ruzik, la badante polacca di 65 anni arrestata dai militari della Compagnia di Cecina, guidati dal capitano Christian Bottacci, su disposizione del giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno.

Per lei l’accusa è maltrattamenti contro familiari o conviventi, aggravata dal fatto che la vittima è una donna affetta da una disabilità. Il fratello – che della sorella accudita ne è anche amministratore di sostegno – appena venuto a conoscenza dell’accaduto ha subito denunciato la domestica e portato la familiare ad abitare con lui. «Mia sorella non urlava e non diceva assolutamente niente – racconta – e i condomini mi hanno telefonato per avvertirmi che era la badante a urlare e io e mia moglie abbiamo iniziato a indagare. Appena visti i video della telecamera abbiamo immediatamente provveduto a portare mia sorella a casa mia per metterla in sicurezza».

Poi l’arresto dei carabinieri, che hanno trasferito la sessantacinquenne in carcere per evitare che scappasse all’estero (sarebbe stata pronta a prendere un autobus per la Polonia, anche se non si sa se ce l’avrebbe mai fatta ad arrivarci vista l’emergenza coronavirus e il blocco dei trasporti) e che continuasse a picchiare la cinquantunenne accudita.
 

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