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il caso  

Quell’invasione di bici sulla passeggiata a mare

A.B.
Quell’invasione di bici sulla passeggiata a mare

Sparito il cartello di divieto, protestano i pedoni: «Lo spazio è troppo limitato» Gli appassionati delle due ruote: «Questione di buonsenso e civiltà»

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CASTIGLIONCELLO

Voglia di mare, di aria libera dopo due mesi di lockdown... Ma è già polemica sul lungomare tra Caletta e Castiglioncello, che in questi giorni si è trasformato in una pista ciclabile. Tante le persone che transitano in sella alle mountain bike, qualcuno indossando tuta sportiva, casco e zainetto, oppure che pedalano cavalcando semplici biciclette. Tutti su quello stretto selciato di passeggiata dove ogni giorno passano pedoni, molti dei quali bambini e anziani. A dire il vero nessun cartello, all’inizio della passeggiata su viale Marradi, indica il divieto di accesso alle biciclette. Spostata la sbarra che durante il lockdown impediva il passaggio, adesso tutto è libero. Una situazione, quella delle biciclette sul lungomare, che molti cittadini stanno segnalando anche sui social.

Passeggiata per pedoni. «Vivo la passeggiata - spiega Luca Fiorenzuoli di Castiglioncello - e in bicicletta non si può andare. Chi abita nel Comune di Rosignano dovrebbe saperlo. È vietato». Fiorenzuoli evidenzia anche un altro problema, ossia quello delle mascherine «che secondo me andrebbero indossate soprattutto nei tratti dove il selciato del lungomare è più stretto e dove non è possibile rispettare il metro ed 80 centimetri di distanza tra le persone. Al di là delle ordinanze bisognerebbe che ognuno di noi avesse dei comportamenti adeguati e di buon senso. Soprattutto in questa fase delicata».

Voglia di libertà e regole. Questa la sensazione provata dalla maggior parte dei cittadini che dal primo maggio hanno avuto la possibilità di uscire di casa. Ma nel rispetto delle regole. «La passeggiata, in alcuni punti, è molto stretta - dice Gloria Pardini di Castiglioncello - molti pedalano in gruppi, per lo più si tratta di adulti. Quando vedono i pedoni non si fermano, suonano e se non ci scansiamo arrivano anche a vociare. Alcuni vanno veloci e rappresentano un pericolo per le persone che passeggiano da sole o con gli animali, per i bambini e per gli anziani. Tra via Marradi e l’imbocco della passeggiata, non esiste più il cartello di divieto di accesso alle biciclette. Cartello che dovrebbe essere ripristinato non solo in quel punto ma in tutti gli accessi alla passeggiata e, qualcuno, anche durante il tragitto del lungomare».

La voce dei ciclisti. Chi pratica ciclismo amatoriale sa che ci sono regole da seguire. «Non confondiamo chi non rispetta le regole con chi ama il ciclismo - dice Fabrizio Musto che da circa 20 anni pratica il ciclismo amatoriale - il ciclista ama e rispetta l’ambiente. Come in tutte le situazioni ci può essere chi viola le regole e questo non va bene. Occorre sempre senso civico».

Senso civico e buon senso. «Se la passeggiata è completamente vuota - dice Massimo Verdiani anche lui ciclista amatoriale da anni - puoi anche fare una pedalata. Ma se vedi che ci sono persone ti devi fermare e fai passare i pedoni. Occorre il rispetto delle regole e comportarsi con criterio. Come chi, in questi giorni, nonostante il divieto, permane sulla spiaggia a prendere il sole». —

A.B.



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di Redazione web