La protesta
La lavanderia industriale per resistere si reinventa
cecina
In tempi più prosperi Speedy Clean lavorava come lavanderia industriale, lavando principalmente la biancheria inviata dalle strutture ricettive. Ma adesso campeggi e alberghi non sono esattamente in attività, quindi «abbiamo deciso di reinventarci - spiega il titolare Marco Giovannoni - diventando rivenditori all’ingrosso di prodotti per l’igiene». L’impresa, dunque, adesso vende disinfettanti, saponi e quant’altro oltre ad avere l’intenzione, una volta che ci saranno linee guida precise, di indirizzarsi anche verso l’attività di sanificazione. In queste vesti, l’azienda è operativa già da lunedì scorso, essendo nel numero di quelle che hanno ripreso l’attività.
«Attraverso il cambiamento spero di reggere questa riapertura - dice Giovannoni - Per questo ho già fatto investimenti, sia in merce che in macchinari. Mi auguro che vada tutto bene, senza ricadute. Altrimenti dovrò chiudere». La ditta ha mantenuto il nome originario, ma ha cercato nuovi orizzonti ed è a caccia di un mercato.
«Non è semplice - spiega il titolare - ma facciamo il possibile. Devo dire che sono arrabbiato, perché siamo lasciati a noi stessi, allo sbando, a cercare un appiglio». Speedy Clean ha trovato l’appiglio nel cambiamento: magari provvisorio, magari definitivo. Non è possibile saperlo adesso.
Come non è possibile prevedere il futuro delle imprese. Certo è che chi può fa di tutto per non mollare, aggrappandosi alle speranze e, soprattutto, al proprio lavoro. —
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