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l’iniziativa 

I commercianti fanno gruppo e si rivolgono al Comune: «Le associazioni di categoria si stanno muovendo tardi»

anna cecchini
I commercianti fanno gruppo e si rivolgono al Comune: «Le associazioni di categoria si stanno muovendo tardi»

Gli esercenti rosignanesi di #Iorestochiuso: «Confcommercio e Confesercenti avrebbero potuto riunirci e dare una linea omogenea» 

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ROSIGNANO. Mentre nella giornata di ieri hanno terminato la visione delle richieste degli oltre trecento titolari di attività commerciali che fanno capo al gruppo, si sono organizzati per il confronto video che questa mattina avranno alle 11 con gli assessori al turismo Licia Montagnani e al commercio Alice Prinetti. I dieci delegati (uno per ogni categoria commerciale) del movimento #Iorestochiuso, nato due settimane fa come aggregazione delle attività economiche del territorio che chiedono certezze in vista della riapertura, colgono anche l’occasione per una piccola stoccata alle associazioni di categoria.

Che secondo loro, vista la drammaticità che vive il settore commerciale, potevano muoversi in altro modo. Se non altro informando gli iscritti sulle normative, e magari riflettendo con loro su eventuali iniziative da portare avanti. «Diciamo che Confcommercio e Confesercenti - spiegano i delegati del gruppo #Iorestochiuso - si sono mossi in ritardo. Ecco perché sono nati movimenti spontanei di negozianti, come appunto il nostro. Le associazioni di categoria, in due mesi durante i quali siamo rimasti chiusi, non ci hanno indirizzato in alcun modo». Non che gli oltre trecento commercianti puntino il dito contro Confcommercio e Confesercenti, semplicemente sottolineano «il ritardo con cui stanno prendendo coscienza della situazione, ecco perché anche noi abbiamo deciso di muoverci in autonomia, nominando delegati per confrontarsi con l’amministrazione». Il primo incontro (in video) con il Comune è appunto in programma questa mattina, quando i dieci delegati riferiranno le richieste arrivate dai loro “colleghi”. Tanti i punti da affrontare, in primis quello relativo alle tasse.

I negozianti del territorio chiedono l’annullamento della Tari per i mesi in cui le attività sono state chiuse e una globale rimodulazione in considerazione che i rifiuti prodotti nel 2020 saranno meno del solito, il ricalcolo dei canoni demaniali. E ancora, sul fronte dell’organizzazione delle attività, viene richiesta una deroga sulla musica per l’intera estate 2020 e la cancellazione del Cosap con la possibilità di ampliare l’uso di spazi pubblici all’esterno delle attività commerciali, anche nell’ottica di poter garantire il necessario distanziamento sociale. Infine chiedono l’istituzione di un fondo per sostenere i negozianti a pagare le locazioni dei negozi o l’Imu.

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