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L’allarme delle palestre di Cecina: «Servono regole certe per ripartire a settembre»

Michele Falorni
L’allarme delle palestre di Cecina: «Servono regole certe per ripartire a settembre»

Le strutture propongono lezioni online, ma i titolari sottolineano gravi danni economici: «Mancati incassi e restano i costi di gestione»

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CECINA. Siamo già all’inizio di maggio, le palestre sono chiuse ormai da due mesi e nessuno sa ancora quando e come riapriranno. I titolari stimano i danni provocati dall’emergenza sanitaria e sono preoccupati. Il momento è critico, perché oltre ai mancati incassi dovuti all’azzeramento delle presenze e alle spese degli impianti, i punti interrogativi riguardano il futuro, quando la frequenza degli atleti sarà più bassa e non più libera per via delle disposizioni governative e serviranno investimenti per sanificare gli ambienti. Fronteggiare gli imprevisti è sempre dispendioso, ma nessuno, nel mondo del commercio e non solo, immaginava uno scenario del genere. «Siamo fermi dall’inizio di marzo – dice il titolare della palestra BWell di Palazzi Massimo Trotta – quando il sindaco Samuele Lippi firmò l’ordinanza. Solo le nostre istruttrici propongono qualche lezione di zumba e pilates via computer, di più non possiamo fare. Inoltre, ed è la domanda che ci siamo posti più volte, bisognerà calcolare il rapporto tra costi di gestione e incassi quando riprenderemo a lavorare.

Serve una soluzione a breve termine per capire come muoversi, in quanto l’attività sportiva è fondamentale pure per il benessere dei praticanti. Allenarsi significa mantenere buona la salute evitando numerose malattie. Io ho preparato alcune tabelle relative al fitness, la ginnastica in casa. Un circuito di esercizi per sviluppare l’attività motoria. Il momento è tremendo, e inoltre per noi questo periodo è alta stagione”. La pandemia ha costretto il mondo intero a cambiare stile di vita e frantumato il ciclo professionale di chiunque sia a contatto diretto con il pubblico. Negozi e attività hanno pagato a caro prezzo la crisi. “Non possiamo andare oltre i corsi in video – spiega Alberto Dodoli, titolare insieme a Rodolfo Selvaggio della Piramide – di tonificazione, danza aerobica, pilates e spinning. La nostra speranza è riaprire, prendendoci però tempo per capire come. Abbiamo aderito a un consorzio di palestre toscane per partecipare a tavoli regionali e iniziare una discussione, ponendo alle istituzioni i punti critici. I protocolli da seguire sono rigidi e al momento ci sono soltanto ipotesi. Ambienti come i nostri, non dimentichiamolo, aiutavano anche a socializzare. Mi auguro che, magari a settembre, le misure restrittive divengano più elastiche. Il rapporto diretto tra gli insegnanti e le persone è insostituibile ed è fonte di motivazioni. Dare di nuovo un servizio costruito negli anni è una soddisfazione, ma occorre l’aiuto del governo.

La chiusura ha disperso la nostra professionalità e, al momento della riapertura, avremo meno incassi, nuovi orari di frequenza concordati e gli investimenti per sanificare i locali. Senza dimenticare le spese ingenti sostenute fino ad oggi per mantenere costante, ad esempio, la temperatura dell’acqua della piscina”. L’ultima parola è di Nicoletta Pelosini, direttore tecnico dell’associazione Ginnastica Cecina Free Time presieduta da Maurizio Sossi. “I nostri insegnanti – afferma – seguono i praticanti a livello individuale senza periodicità fissa, aiutandoci con la tecnologia. La speranza è ripartire, intanto abbiamo terminato una serie di lavori programmati nella struttura”. Non rimane che attendere le decisioni a livello regionale e statale.

 

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