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I gabbiani fanno il nido sulla banchina del porto di Cecina

leondina marulli
I gabbiani fanno il nido sulla banchina del porto di Cecina

Hanno deposto le uova in una cima e in attesa della schiusa la Capitaneria di porto ha delimitato l’area per proteggerle

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CECINA. Un contesto romantico, reso ancora più suggestivo dalla totale assenza di persone in giro e di attività umane. È così che una cima arrotolata, utilizzata per tenere legata la barca, è sembrata un posto sicuro ad una coppia di gabbiani che l’ha scelta come luogo adatto alla deposizione delle uova e all’attesa della schiusa. Un esempio di come la natura, in alcuni casi, si appropri di spazi in assenza delle attività umane, spazi tra i più curiosi, proprio come quello di una cima a terra sulla passerella del porticciolo di Cecina, all’altezza del secondo molo: sono stati i pescatori i primi a segnalare la presenza del nido, in lontananza, e del gabbiano reale in sua difesa. Dalla banchina del fiume è possibile distinguere una sagoma più scura mentre una più chiara, bianca, fa capolino da terra: difficile pensare ad un nido a quella distanza e risulta ancora più difficile avvicinarsi considerato che la presenza umana è avvertita come un pericolo dalla coppia di gabbiani reali che si lancia in volo a difesa del nido e delle uova in esso contenute.

Tre le uova deposte da circa due settimane: bisognerà, dunque, attendere altri 6 giorni circa prima di vedere spuntare la testa dei piccoli gabbiani. Giorni durante i quali potranno riprendere le attività all’interno del porto, come dall'ultima ordinanza del presidente della Regione Enrico Rossi, al punto che la Capitaneria di Porto è intervenuta per delimitare l’area e proteggere, in questo modo, il nido dalle incursioni esterne. Capitaneria di porto che ha provveduto ad informare le autorità competenti e ad interdire la zona al punto che le barche che eventualmente saranno utilizzate in questa fase di riapertura delle attività portuali, verranno spostate in un altro posto di ormeggio accedendo dal mare. «Successivamente alla nascita dei pulcini, e cioè a 4 o 5 giorni di vita dei piccoli, potrà essere valutato lo spostamento del nido con i pulcini – spiega Domenico Guarino, comandante della Capitaneria di Porto – ad opera degli operatori scientifici del Lipu-C.R.U., la lega italiana protezione uccelli, di Livorno dietro una motivata esigenza e solo dopo il parere favorevole dell’ufficio fauna della Regione Toscana. Il tutto nel massimo rispetto - conclude Guarino - della salvaguardia del nido e della vita al suo interno, per preservare il luogo scelto ed evitare qualsiasi disturbo da parte delle attività umane». Avviata, dunque, la catena burocratica a difesa del nido, resta da attendere ancora qualche giorno per la schiusa delle tre uova che hanno trovato riparo al termine di una cima utilizzata per legare la barca a terra mentre il mondo intorno si ritraeva.

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