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lo stabilimento balneare 

Il Circolo Canottieri ripensa la stagione tra ombrelloni dimezzati e ingressi a turno

anna cecchini
Il Circolo Canottieri ripensa la stagione tra ombrelloni dimezzati e ingressi a turno

Il presidente dei soci Elio Ripoli: «Facciamo ipotesi in attesa di capire cosa consentiranno le direttive nazionali» 

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ROSIGNANO

Con i suoi 2.200 tesserati, per un totale di circa 5mila persone che ogni estate frequentano la struttura, il Circolo Canottieri Solvay è lo stabilimento balneare più grande della provincia. Una maxi-struttura che non conta soltanto spiaggia e ombrelloni, ma anche quattro campi da tennis, un porticciolo con duecento posti per piccole imbarcazioni, un grande ristorante-bar, una pineta. Tutti spazi che il direttivo dei soci, che gestisce il Circolo, non sa ancora se e in quale forma potranno essere utilizzati. «Immaginare una gestione - spiega il presidente Elio Ripoli - al momento è un problema. Finora sono rimasti fermi anche i nostri sei dipendenti, visto che non erano concesse neanche le attività di manutenzione. Il 4 maggio, con le nuove normative nazionali, rientreranno i manutentori e il lunedì successivo le due segretarie». Detto questo, Ripoli e colleghi del direttivo stanno ipotizzando una serie di riorganizzazioni degli spazi, per capire in qualche modo sarà possibile avviare la stagione balneare 2020.

Il problema degli ombrelloni.

«È chiaro che dobbiamo attendere le direttive nazionali - dice Ripoli - ma abbiamo comunque fatto alcune ipotesi, tenendo conto del fatto che solitamente in estate abbiamo circa 750 ombrelloni». Un quantitativo che con le norme di distanziamento dovrà essere di certo diminuito. «Potremmo dimezzare il numero di ombrelloni - spiega Ripoli -, facendo entrare circa 300 famiglie al giorno così da garantire una distanza adeguata. Si tratterebbe di fare turni, ma in questo modo i soci potrebbero venire al mare una volta ogni cinque o sei giorni e non è molto pensabile». Ripoli e colleghi del direttivo hanno pensato anche, per guadagnare spazio, di eliminare le strutture sportive presenti in più punti su spiagge e piattaforme in cemento. «Togliendo i campi da beach volley - spiega Ripoli - e i giochi per i bimbi, potremmo arrivare a distribuire la quasi totalità degli ombrelloni che abbiamo di norma ogni estate». Ma sono tutte congetture, «in attesa di un confronto tra Comune e associazioni di categoria previsto per il 7 maggio, L’amministrazione che sta portando avanti un tavolo con i rappresentanti del balneari».

un rebus l’uso dei posti barca.

Un altro problema di sicurezza è dato dalla gestione de porticciolo. «Ci sono cento barche nel porto e cento a terra - termina Ripoli - e ci chiediamo come potrebbe essere possibile farle utilizzare. C’è da capire come potrebbero i soci mettere in mare i natanti, ma anche uscire ed entrare a bordo delle loro imbarcazione nel rispetto delle distanze». —

anna cecchini

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