La protesta
«Un controsenso vietare lo sport e aprire i mercati»
Riccardo Fontanelli, ingegnere ironman, contesta l’ordinanza del sindaco «Si poteva chiedere di essere responsabili, ma non emettere un divieto assoluto»
ROSIGNANO
«L’attività fisica all’aperto è prevista da tutti i Dpcm del Governo, quindi il sindaco non può emettere una ordinanza che la vieta perché non ne ha i poteri».
Riccardo Fontanelli, ingegnere di Castiglioncello, è anche uno sportivo che da anni si cimenta nel triathlon. E contesta parte del contenuto dell’ordinanza 143 emessa la scorsa settimana dal sindaco Daniele Donati.
«Mi sono adeguatamente informato e dopo varie ricerche ho visto che sul sito del Governo - spiega - c’è scritto che non si può camminare se non per motivi legati a necessità quali spesa, lavoro e farmaci. Ma c’è anche scritto che si può fare attività fisica individuale purché nelle vicinanze della propria abitazione. Il sindaco poteva fare raccomandazioni ai cittadini, chiedere loro di essere responsabili, insomma poteva essere propositivo ma non vietare totalmente l’attività sportiva individuale all’aperto. Un divieto che tra l’altro è stato inserito nella stessa ordinanza con cui si sono riaperti i mercati settimanali dei banchi alimentari. Credo sia un controsenso».
Fontanelli sottolinea inoltre che «c’è un decreto del Presidente Mattarella che spiega che i sindaci non possono normare in maniera restrittiva rispetto al Governo».
Tra l’altro, per avere un dialogo con l’amministrazione, nei giorni scorsi ha chiamato gli uffici comunali chiedendo spiegazioni in merito al contenuto dell’ordinanza. «Dal Comune - spiega - devo dire che ho avuto disponibilità al confronto, anche se dopo sul sito dell’ente è stato scritto che è bene non fare attività sportiva per evitare di avere infortuni e quindi di dover eventualmente andare negli ospedali, sovraccaricandoli. È una risposta che non mi ha convinto, e quindi ho scritto direttamente al sindaco per avere ulteriori spiegazioni».
Infine l’ingegnere castiglioncellese spiega che le sue perplessità in materia di sport all’aperto sono più che altro una questione di principio.
«Io pratico triathlon ed è chiaro che a casa - termina - ho tutta l’attrezzatura che mi è necessaria per allenarmi, quindi tutto sommato questo divieto mi interessa relativamente. Ma credo sia assurdo andare avanti a colpi di ordinanze, ripeto che si poteva ricordare ai cittadini l’importanza delle regole di distanziamento, ma non esprimere un divieto netto come invece è stato fatto». —
A.C.
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