Il Tirreno

Dalle statue ora stampa le mascherine in 3D «Così rifornisco la nostra protezione civile»

STEFANO TAGLIONE
Dalle statue ora stampa le mascherine in 3D «Così rifornisco la nostra protezione civile»

L’artista rosignanese Diego Bocelli, studente di 27 anni all’Accademia di belle arti di Carrara, ha trasformato il garage in fabbrica anti-Covid 

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il racconto

STEFANO TAGLIONE

Guai a chiamarlo produttore, perché non lo è e non lo sarà mai. Lui è un artista. Il rosignanese Diego Bocelli, 27 anni, da quando ha dovuto temporaneamente lasciare l’Accademia di belle Arti di Carrara chiusa per l’emergenza coronavirus, ha trasformato il suo garage di Vada in un impianto con ben sei stampanti 3D dove ogni giorno realizza decine e decine di dispositivi di protezione individuale che poi la protezione civile di Cecina, grazie ai filtri applicati dentro, può trasformare in Ffp2 e Ffp3. Sono le mascherine più protettive in assoluto, che non a caso nei giorni scorsi sono state consegnate anche alle forze dell’ordine e ai colleghi di Pozzallo, in Sicilia, per far fronte all’ultimo ondata di sbarchi di migranti dal Mediterraneo.

«Navigando sui siti Internet specializzato ho scoperto un progetto dei fratelli Fracassi, sono degli specialisti lombardi che consigliavano come poter realizzare le mascherine con le stampanti 3D – spiega Bocelli – e io, avendo ben sei apparecchi, mi ci sono subito dedicato. Certo, il consumo energetico è altissimo se li uso da mattina a sera, però riesco comunque a dare una mano alla protezione civile e dall’inizio dell’emergenza coronavirus al responsabile pianificazione, Massimiliano Rugo, gliene ho già consegnate migliaia».

L’aspetto particolare è che Bocelli, fino a qualche settimana fa, le stampanti 3D le utilizzava per realizzare bellissime sculture. Ora si è semplicemente convertito, come molte aziende produttive, decidendo di variarne il suo uso. «La protezione civile so che ci aggiunge un filtro del Folletto e può trasformarle, con la certificazione, in Ffp2 – commenta l’artista – ma è solo uno dei possibili usi. Io stampo anche i lacci per tenerle legate al viso, ma è bene precisate che essendo rigide possono non andare bene su tutti i volti. Ho creato quattro modelli standard che credo possano adattarsi alla maggior parte delle persone».

Alla protezione civile – che ha dato impulso alla creatività del giovane rosignanese, che per i suoi lavori usa il suo garage di Vada – lui ha già consegnato tre stock di dispositivi. Ma siamo solo all’inizio. «Come materiale uso l’acido polilattico, un derivato dell’amido di mais o in altri casi dalla canna da zucchero – prosegue Bocelli – ed è qualcosa di atossico e biodegradabile che si può benissimo sterilizzare nei modi più svariati. Ne ho letti molteplici: con alcol, amuchina oppure come viene fatto in ospedale, che è il metodo che personalmente consiglierei».

Appena Rugo gli ha detto: «Belle, ora stampale per noi della protezione civile», Bocelli si è subito messo a disposizione della collettività: «Lo faccio per gli altri, in questo periodo dobbiamo tutti dare una mano. Ma speriamo che questa emergenza passi presto». —

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