Italia
Più concessioni per distanziare gli ombrelloni e controlli dei privati sulle spiagge libere
È la bozza di proposta dei sindaci di Rosignano, Cecina, Bibbona e Castagneto: prioritaria la sicurezza sanitaria
Cecina
Come organizzare le presenze in spiaggia e la stagione balneare per la prossima estate? È la domanda del “secolo” che tiene banco in questi giorni, in attesa che il governo Conte dia avvio alla “fase 2” dell’emergenza coronavirus. I Comuni della costa etrusca, da Rosignano a Castagneto Carducci, passando per Cecina e Bibbona, sembrano per una volta avere una posizione univoca. Si parla, pur con sfumature diverse tra i singoli comuni, di organizzare un servizio di controllo pubblico privato sulle spiagge libere la cui fruizione è legata al rispetto delle norme di sicurezza igienico sanitaria, e quindi al rispetto della distanza sociale minima (che il governo dovrà chiarire nel prossimo decreto: se 1,80 metri, 1,50 o altro). Le ipotesi sul tavolo sono state vagliate ieri pomeriggio con la Regione, in una videoconferenza dell’Anci (l’associazione dei comuni) a cui hanno partecipato alcuni sindaci e tecnici comunali della zona.
La prima proposta riguarda l’ampliamento delle concessioni demaniali. Un’idea che va incontro a due esigenze: consentire agli stabilimenti balneari di distanziare gli ombrelloni sull’arenile, e dall’altro coinvolgerli nel servizio di gestione e controllo delle spiagge libere. Le modalità sono ancora da chiarire: c’è chi parla di utilizzare una parte degli ombrelloni aggiuntivi come una sorta di “punto azzurro”, ma garantendo anche l’opzione gratuita; chi parla di riservare una quota degli ombrelloni aggiuntivi ai residenti... «È una misura che abbiamo valutato con gli operatori balneari e i gestori delle strutture ricettive - dice il vicesindaco di Cecina, Pino Costantino, con delega al turismo -: è fondamentale per garantire lo svolgimento della stagione e allo stesso tempo per consentire la fruizione delle spiagge libere rispettando i requisiti di sicurezza». Cecina punta anche a un marchio di qualità Covid. «Stiamo lavorando su questo - commenta Costantino -: si tratta di mettere a punto un protocollo, dai test seriologici agli operatori turistici a spiagge “certificate”».
. «Da noi non manca il territorio - afferma il sindaco di Bibbona, Massimo Fedeli - e la spiaggia libera è garantita; al contrario abbiamo difficoltà a controllare il litorale. Abbiamo solo 4 vigili con 6 km di arenile, più o meno quello di Cecina che di vigili ne ha una ventina. Quindi è la vigilanza che ci impegna e ci preoccupa di più, per questo abbiamo chiesto al prefetto e alla Regione che ci diano strumenti e personale adeguati»
Il sindaco di Rosignano, Daniele Donati, ha due ordini di problemi; quello di Castiglioncello, «dove non c’è possibilità di ampliare le concessioni perché manca il territorio e dove stiamo valutando uan serie di proposte degli operatori, non ultimo gli orari di ingresso contingentati, per evitare di lasciare fuori clienti storici. Dovrebbero avere uno sconto sui canoni». Dall’altro c’è tutta la zona di Vada e Pietrabianca «dov’è possibile utilizzare porzioni di spiaggia libera, coinvolgendo i balneari nelle operazioni di controllo».
Controllo che soprattutto alle Spiagge bianche si pone in primo piano. «Stiamo valutando come muoverci, in base alle indicazioni che arriveranno dal Governo e dalla Regione - dice Donati -: per la vigilanza possono essere coinvolti, insieme ai nostri operatori del salvamento, i gestori di punti azzurri e altre concessioni».
È sulla sicurezza che pone l’accento la sindaca di Castagneto, Sandra Scarpellini. «Il nostro piano collettivo di salvamento pubblico privato - dice la sindaca - è una punta di eccellenza, con un’esperienza rodata che ha pochi esempi in altre parti della Toscana. Per questo possiamo fare scuola. L’incontro dell’Anci - aggiunge - è stato positivo. Ci siamo aggiornati a brevissimo per prendere delle decisioni per la stagione imminente, decisioni che dovranno partire da una base medico scientifica». —
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