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Coronavirus, tutte le idee dei piccoli negozi di Castiglioncello fra consegne a domicilio e box di abiti

Anna Cecchini
Da sinistra: Vanessa Guidi e Marina Taffi
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Da sinistra: Vanessa Guidi e Marina Taffi

Bicoque pensa a una scatola di abiti da spedire a casa delle clienti, che potranno scegliere se e quanti acquistarne

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CASTIGLIONCELLO. Tutti sono accomunati dalla speranza di poter tirare su la saracinesca al più presto, tornando al rapporto quotidiano con i clienti. Ma, visto che il futuro del commercio al momento è incerto, alcuni negozianti stanno rivedendo l’organizzazione delle loro attività. C’è chi, come Vanessa Guidi di Profumo di Vane, che ha organizzato la consegna a domicilio di rossetti, prodotti per l’igiene, creme per il corpo e borse. «La mia attività - spiega - rientrando nella settore igiene della persona, sarebbe potuta restare aperta. Ma io, già il giorno precedente al decreto del Governo avevo chiuso, per una questione di senso civico». Dopo oltre un mese la decisione di avviare la vendita su appuntamento in negozio e la consegna a domicilio. «Se una cliente ha bisogno - spiega Guidi - possiamo darci un appuntamento in negozio. Oppure, aiutandomi con video e foto tramite telefono, mostro alle clienti i prodotti. E poi consegno a casa ciò che hanno scelto. In questo modo si evitano file all’esterno e, dato che i cittadini non devono uscire, mi muovo solo io per fare più consegne nello stesso viaggio». Guidi sottolinea che si tratta di una scelta «in previsione del fatto che nel futuro più prossimo questo sarà sempre di più il modo per poter lavorare».

Ci sono altri negozianti, come quelli di abbigliamento, che non possono tornare in attività né fare consegne a casa, ma si stanno organizzando per poter ripartire non appena il Governo darà il via libera. È il caso di Marina Taffi del negozio Bicoque, che pensa di avviare un progetto per le clienti di tutta Italia. Il nome è “Boite Bicoque”, ossia una scatola con capi che Taffi spedirà a casa delle clienti, che potranno scegliere se e quanti acquistarne. «Prima di tutto le clienti riempiranno un questionario - dice Taffi - su Instagram o su Fb, le cui risposte non sono pubbliche ma arrivano solo a me. Viene chiesto il colore di occhi e capelli, il tipo di stile preferito, la taglia e il badget». Sulla base di questo, la titolare di Bicoque prepara una scatola «che contiene un mini-look, ideato da me. La scatola viene spedita e la cliente può provare i capi e decidere quanti tenerne. In caso prenda tutto c’è uno sconto del 25%, se invece acquista un solo capo sarà a prezzo pieno». Insomma «un modo per proseguire il rapporto con clienti storiche che si fidano dei miei consigli. Molte di loro abitano anche fuori dalla regione, e con il progetto Boite Bicoque potrebbero continuare a ricevere i miei abiti e a scegliere quelli che preferiscono».

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