La protesta
«Con mia moglie malata di tumore, siamo bloccati da un mese lontani da casa»
la testimonianza
La moglie malata di tumore deve farsi curare a Parma. Lui, dipendente di un ente pubblico da 35 anni, l’accompagna in ospedale e chiede alla sua azienda di poter usufruire dei permessi della Legge 104. L’azienda accorda la richiesta, che deve passare dalla commissione dell’Asl. La commissione lo convoca per marzo, ma nel frattempo scoppia l’emergenza coronavirus e l’Asl blocca le commissioni. Così per il signor Pietro (usiamo un nome di fantasia, per garantirgli la privacy) deve consumare le ferie. Quasi un mese. Lontano da casa, dal figlio, e con la preoccupazione di non avere più giorni disponibili nel prosieguo della malattia.Una situazione assurda, e ingiusta. «Vivo a Cecina e lavoro a Livorno da circa 35 anni - racconta Pietro al Tirreno -. Voglio denunciare questa situazione perché almeno possa servire ad altri. Mesi fa, a mia moglie è stata diagnosticata una neoplasia. Dopo il solito iter (giro per vari ospedali per risolvere al meglio il problema o trovare quello che a senso ti dà più fiducia), abbiamo ritenuto opportuno fare le cure presso l’ospedale Maggiore di Parma. Ho fatto regolare domanda, tramite un Caf, per ottenere i benefici della legge 104, che assegna 3 giorni di ferie al mese per assistere un parente prossimo, alla Usl di Cecina. L’Usl, dopo averci accordato un incontro il 16 marzo, (da premettere che è dal 10 marzo che io e mia moglie ci troviamo a Parma, dove abbiamo dovuto prendere un appartamento in affitto perché le cure radio-oncologiche devono essere effettuate tutti i giorni dal lunedì al venerdì e ci dovremo rimanere fino al 27aprile), dopo il famoso 6 marzo quando il governo decretava l’istituzione della zona rossa in tutta Italia con relative restrizioni, venivamo contattati dalla Usl che ci annullava l’incontro in quanto la commissione non poteva più riunirsi, per motivi legati al Covid-19 e che detta commissione era rimandata a data da destinarsi».
Il signor Pietro si trova ancora a Parma, «ed ho consumato gran parte delle ferie spettanti. Ora la mia domanda è: possibile che nell’era del web, dove anche i bimbi sanno usare un Pc o uno smartphone, la commissione Usl non possa riunirsi virtualmente in maniera telematica almeno per i casi più gravi? Si possono mandare certificati tramite mail, contattarsi con Skype, e riunirsi tramite pc e risolvere il problema. Di questo passo quando la commissione si riunirà, io avrò finito le ferie da un pezzo e non avrò più giorni a disposizione per accompagnare mia moglie per eventuali ed ulteriori controlli e cure». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
