Il Tirreno

Coronavirus, per la ripartenza delle tenute bicchieri nel cellophane e degustazioni all'aperto

Divina Vitale
Nella foto grande le sanificazioni degli spazi esterni della tenuta Villanoviana. A destra in alto la titolare Barbara Monacelli, sotto Elisabeth Finkbeiner, direttrice di Campo alla Sughera
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Nella foto grande le sanificazioni degli spazi esterni della tenuta Villanoviana. A destra in alto la titolare Barbara Monacelli, sotto Elisabeth Finkbeiner, direttrice di Campo alla Sughera

Ecco come saranno riorganizzate le attività legate all'enoturismo: «Dobbiamo capire bene le prescrizioni»

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CASTAGNETO. Anche per le cantine vinicole la stagione appare in parte compromessa, soprattutto per quanto riguarda l'enoturismo. Ma c'è chi già si organizza con sanificazioni e chi invece auspica sì che si riapra, appena possibile, ma in maniera "normale". Nel frattempo si continua a lavorare nei campi in previsione della prossima vendemmia. Ma il problema non sono solo le visite in cantina, ma i ristoranti chiusi in Italia e all'estero che hanno comportato una drastica riduzione sugli ordini e i pagamenti.

C'è forte preoccupazione anche se le aziende continuano a ricevere richieste di prenotazioni per visite e degustazioni, magari nel mese di agosto.Come conferma la titolare dell'azienda agricola Villanoviana di Bolgheri, Barbara Monacelli. «Mi hanno chiamato chiedendomi di prenotare, italiani naturalmente. Siamo pronti per accoglierli, ci stiamo già muovendo. Stiamo sanificando gli spazi e all'ingresso metteremo presidi di sanificazione liquida, soprattutto per le mani.Le distanze saranno obbligatorie, staremo molto all'esterno. I nostri operatori avranno mascherina e tutto ciò che serve. Faremo gruppi più piccoli. Abbiamo tavoli in esterno abbastanza distanziati tra loro. Avevamo pensato anche alla sanificazione dei locali prima e dopo le visite. E infine persino di coprire con film trasparente i bicchieri, dopo il lavaggio all'interno della lava-bicchieri. E poi si vedrà, crediamo che sarà un turismo prevalentemente italiano».

«L'enigma è totale - commenta Michele Satta - Siamo attaccati alla natura, per ora, pensando alla vendemmia. Il vino destinato alla ristorazione è tutto fermo, senza nessuna chiarezza sul futuro. Non si capiscono nemmeno, fino in fondo, le precauzioni. Con quello che ci viene chiesto, a parer mio, non ha senso riaprire. Se devo aprire uno spazio commerciale serve una vita attiva, serena. Anche i ristoranti devono ripartire perbene. Per ora manteniamo l'energia e l'auspicio che torni tutto presto almeno ad una pseudo normalità».

«E' un momento molto difficile - ha dichiarato Elisabeth Finkbeiner, direttrice di Campo alla Sughera - si continua ad andare avanti con tutte le attività ordinarie di cantina, mettendo ogni giorno passione e determinazione per ottenere vino di altissima qualità. Attraverso i canali social e il sito cerchiamo di raccontare, sempre di più, i volti che ogni giorno dedicano lavoro ai vigneti, mostrando le coltivazioni, raccontando il nostro territorio, rendendo fruibile la nostra realtà a 360°. Appena le persone potranno muoversi e quindi venire in cantina, vorremmo offrire una visita gratuita, rispettando tutti gli standard richiesti. Questo, ci auguriamo, gli darà modo di ricordarsi di noi». «Questa pandemia ha stravolto le nostre abitudini e la nostra cantina nata proprio per l'accoglienza, l'incontro - ha aggiunto Flavio Nuti di Podere La regola -. Bisognerà ripensare al modo di organizzare le visite, con distanziamento fra le persone e spazi degustativi protetti. Ci siamo subito organizzati con la vendita a domicili, appena si potrà cercheremo di ripartire rispettando le norme». 

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