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l’hotel a disposizione del personale sanitario  

Gli infermieri in albergo: «Non vogliamo esporre i nostri familiari a rischi»

c.g.
Gli infermieri in albergo: «Non vogliamo esporre i nostri familiari a rischi»

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cecina

La tuta di protezione diventa una seconda pelle. Per ore. E i guanti sono tutt’uno con le mani. La prova più difficile è probabilmente quella psicologica, «perché siamo a contatto con pazienti positivi e qualsiasi nostro errore rischia di avere ripercussioni esterne».

Patrizia Laganà, Lara Arrighi, Giuseppe Mariani e Pasqualino Furci sono alcuni degli infermieri impiegati nella struttura di cure intermedie per pazienti Covid allestita dove una volta c’era l’ospedale di comunità.

Loro hanno scelto di non tornare nelle loro case la sera o la mattina, a turno finito. «Non vogliamo rischiare di contagiare i nostri familiari - dicono - e abbiamo deciso di andare in albergo, perciò vogliamo ringraziare chi ci ha permesso di usufruire di questa opportunità».

A disposizione del personale sanitario impegnato nell’ospedale per far fronte all’emergenza coronavirus c’è l’hotel Aurora, a Marina di Cecina. Lì può stare chi decide di non rientrare a casa dopo il lavoro.

«Abbiamo fatto una convenzione (con Asl e Regione ndr) per poter offrire questo tipo di servizio - spiega il titolare dell’albergo, Umberto Chisci - Al di là delle camere cerchiamo, per quanto possibile, di essere a disposizione dei nostri ospiti per qualunque necessità». Gli ospiti per adesso sono quattro: infermieri e infermiere dell’ospedale di Cecina. «Tutto avrei pensato nella vita tranne che mi sarei trovata ad affrontare in prima linea un’emergenza come questa - racconta Lara Arrighi - Io ho due figlie e ho scelto di dormire in albergo perché non voglio far loro correre alcun rischio. Per noi la fatica più grande è senz’altro quella psicologica, per tutta una serie di motivi».

Intanto c’è l’aver a che fare con un virus altamente contagioso. Poi c’è la necessità di indossare la tuta protettiva, così come occhiali, mascherina e due paia di guanti, per l’intera durata del turno, che va dalle 7 alle 10 ore, con la possibilità di cambiarsi una volta sola a turno. In sette ore di lavoro, per esempio, gli infermieri fanno una sola pausa, di solito a metà turno. «Il primo paio di guanti è come se fosse diventato parte integrante delle nostre mani». —

c.g.



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