Il Tirreno

Coronavirus, tuta protettiva, mascherina e guanti: la squadra speciale Asl gestisce i malati

Anna Cecchini
Coronavirus, tuta protettiva, mascherina e guanti: la squadra speciale Asl gestisce i malati

L’Usca è attiva alla Pubblica assistenza di Rosignano: «In media 3 visite al giorno, pazienti segnalati dai medici di base»

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ROSIGNANO. «Vengono fatte una media di 3 visite al giorno, oltre a una serie di telefonate per capire le condizioni dei pazienti e di cosa necessitano a livello terapeutico». Federico Ciapparelli è uno dei tre medici che, a rotazione, si alternano all’Usca (Unità speciale di continuità assistenziale) che, per le zone di Rosignano, Cecina, Castagneto e paesi collinari (Aggregazioni funzionali territoriali 6 e 7), è stata attivata lunedì 6 aprile nei locali della Pubblica assistenza di Rosignano, in via Pel di Lupo. Una squadra speciale prevista dall’Usl Toscana nord-ovest per gestire pazienti positivi al Covid-19 o con sintomi sospetti, segnalati da medici di famiglia, pediatri o medici della continuità assistenziale (ex guardia medica). La delibera regionale 20 dello scorso 29 marzo prevede che le Usca siano attive ogni giorno, dalle 8 alle 20: tre medici che, insieme ad un infermiere per ogni turno, si alternano nei locali dell’Assistenza.

Il dottor Ciapparelli, che è segretario della sezione provinciale di Livorno Fimmg settore continuità assistenziale, sottolinea la validità del progetto: «I medici di famiglia, in caso ipotizzino che un loro paziente possa essere stato contagiato, hanno un numero di telefono specifico per contattarci. A quel punto entriamo in azione: ci occupiamo di gestire il caso con la sorveglianza telefonica o decidere di andare a domicilio, chiaramente con un’auto dell’Asl dedicata esclusivamente a questa attività». Da quanto è partito il servizio l’Usca di Rosignano-Cecina ha effettuato una media di tre viste al giorno, gestendo poi una serie di contatti telefonici con i malati. «C’è una ottima collaborazione - spiega Ciapparelli - sia con i medici di famiglia che con il servizio di Igiene pubblica e con gli infermieri». Tra l’altro è rientrato anche il timore che all’Usca potessero rivolgersi, andando alla sede della Pubblica assistenza, cittadini presi dall’ansia. I residenti hanno chiaro che l’Unità speciale viene attivata esclusivamente da medici di base, pediatri e medici dell’ex guardia medica.

La delibera regionale dello scorso 29 marzo aveva previsto l’avvio di una Usca per ogni Aft, quando invece sulla costa al momento è stata avviata soltanto quella a Rosignano che però gestisce le Aft 6 e 7. Ciapparelli spiega che «al momento il servizio sembra dimensionato in modo corretto, certo predisporremmo comunque il percorso per attivarne un’altra, in modo da essere pronti se la situazione dei contagi dovesse peggiorare».

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